Recensione INSIEME PER FORZA- BLENDED: Una commedia romantica per famiglie con Sandler e Barrymore.

commedia romantica per famiglie Adam Sandler e Drew Barrymore, di nuovo insieme in una commedia romantica per famiglie

U.S.A.

Insieme per Forza – Blended

http://cinema.studionews24.com/adam-sandler-e-drew-barrymore-commedia-romantica-per-famiglie/

VOTO: 512

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http://fatpandapaintings.wordpress.com: A selection of brand new paintings to kill boredom and make people happier.

Fat panda paintings

 

Cari lettori occasionali e non,

Volevo solo farvi sapere che l’attività del blog è stata ridotta negli ultimi tempi oltre che per scazzi vari miei e personali anche perchè da un paio di mesi mi sono messo a dipingere, e ormai quasi non passa un giorno senza che spenda un pò di tempo davanti a una tela di canvas.

Se avete voglia, date un’occhiata al nuovo blog che raggruppa tutti i dipinti fatti finora:

http://fatpandapaintings.wordpress.com/

 

Ad Maiora,

Em.

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Recensione THEY CAME TOGETHER: Commedia romantica demenziale con un buon cast buttato al vento.

they came together poster locandina

U.S.A.

They Came Together

Anno: 2014

Regia: David Wain

Cast: Paul Rudd, Amy Poehler, Cobie Smulders, Christopher Meloni, Max Greenfield

Nelle sale italiane: al momento non si sa ancora nulla, è uscito in Usa il 24 gennaio al Sundance Film Festival

Trailer in Inglese: https://www.youtube.com/watch?v=TPzHRXUcUWU

Budget e Box office

Non si hanno dati sugli incassi mentre pare che il budget sia stato di circa 3 ML di $

 Recensione e Trama

Dopo aver diretto qualche telefilm qui e là, tra cui spicca anche un episodio di New Girl (la serie con Zooey Deschanel e Jake Johnson, che dopo la prime due gradevoli serie ha avuto una caduta di livello davvero importante, tanto che non mi sento di consigliarvela), e essersi cimentato in Wanderlust (Nudi e Felici, anch’essa una commedia dove già recitava il buon Paul Rudd), David Wain ci presenta la sua ultima commedia romantica… (segue su studionews24).

 

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Collaborazione PROSSIMAMENTENEICINEMA CON STUDIONEWS24.

logo

Cari baldi giovani e non che seguono questo piccolo blog,

Da qualche giorno ho iniziato una collaborazione prova con una testata giornalistica sulla quale scrivono tanti giovani, e avendomi gentilmente chiesto di contribuire, come avrei potuto tirarmi indietro?

Mi fa infatti molto piacere e vedremo se la cosa continuerà nel tempo, per voi impavidi lettori cambierà poco, nel senso che posterò comunque le recensioni che appariranno su studionews24 anche su prossimamenteneicinema, ma per evitare duplicati nei motori di ricerca, riporterò solo l’inizio della recensione sul mio blog, e potrete poi leggere il resto su http://www.studionews24.com/.

Non ci sono pagine prepotenti che si aprono contro la vostra volontà, nè pubblicità fastidiose, quindi cliccate senza paura per leggere le recensioni (o qualsiasi altro contenuto), tutto viene sempre fatto a costo zero (o meglio a guadagno zero :-) ) e per pura passione, da parte mia come da parte di questi giovani (si perché a differenza mia loro sono giovani davvero).

Al contempo, alcune recensioni saranno pubblicate solo ed esclusivamente su questo blog, come finora si è fatto.

Alla prossima e fate i bravi,

Emiliano

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Recensione KID CANNABIS: Come un ragazzino cicciottello che consegnava pizza è diventato un trafficante di marijuana.

kid cannabis poster

U.S.A.

Kid Cannabis

Anno: 2014

Genere: crimine, dramma

Regia: John Stockwell

Cast: Jonathan Daniel Brown, Kenny Wormald, Ron Perlman, John C. McGinley

Nelle sale italiane: buio totale

Trailer ENG

Budget e Box Office

Non si sa nulla del budget e neanche degli incassi a causa della distribuzione certo non capillare.

Recensione e Trama

Sempre più spesso vediamo film che a grandi caratteri nei titoli iniziali sbandierano come la trama sia ispirata a storie vere.

In molti casi si tratta di film horror scadenti, di cui mio malgrado diversi esempi potete trovare su questo blog, mentre in occasioni più rare si tratta di storie vere, come nel caso di questo Cannabis Kid.

Per essere precisi e confutare questa teoria, Cannabis Kid è stato ispirato da un articolo di giornale che riporta pressapoco il titolo di questa recensione, da cui è appunto ispirato: How a Chubby Pizza-Delivery Boy from Idaho Became a Drug Kingpin, scritto da Mark Binelli.

La trama:

Nate Norman è un ragazzotto cicciottello e certo poco affascinante, che va al liceo, e per avere qualche soldo in più consegna pizze nel tempo libero, vive come lui stesso dice in una topaia, e la madre per mantenere lui e il fratello più piccolo lavora in uno squallido bar servendo caffè.

Grande fumatore e appassionato di marijuana, Natan è però stanco di questa situazione, e quando per caso passeggiando per i boschi dell’Idaho scopre che tra la frontiera Usa e quella del Canada non ci sono recinzioni ma anzi oltrepassare il confine è nel vero senso della parola una passeggiata, allora una brillante idea (criminale) lo assale: perché non trasportare dal Canada erba di ottima fattura verso l’Idaho in modo da guadagnare dollaroni pesanti rivendendola in Usa?

D’altronde, come insegna Ronald Trump, quotato nel film, per fare soldi la cosa migliore è buttarsi su quello che più ti piace, e Natan fa esattamente questo, iniziando così un traffico internazionale di marijuana che arriverà a fruttargli quasi 4 ML di $ a settimana.

Ovviamente non sarà tutto rose e fiori, dovrà innanzitutto stabilire una connessione affidabile e di qualità con un provider in Canada (dove l’erba in alcuni stati è quasi legale), avrà bisogno di un forte quantitativo di denaro per comprare il primo stock di marijuana e dovrà istruire una squadra di suoi amici per fare questi viaggi in incognito tra le foreste, e con il passare del tempo, dovrà persino fronteggiare la concorrenza nello spaccio, che si farà sempre più pericolosa e agguerrita.

Con una trama fresca e scorrevole, impreziosita da una regia che potrebbe in qualche modo ricordarci Quei Bravi RagazziGoodfellas (ma ovviamente in versione soft e teenager friendly, ma neanche tanto) Kid Cannabis non mancherà fin dai primi minuti di catturare la vostra attenzione, grazie a un ritmo avvincente, ma anche e sopratutto per merito di un cast davvero ben assortito, che oltre all’ottimo Jonathan Daniel Brown (Natan) e Kenny Wormald (nei panni del suo amico Topher) affianca anche attori di alto calibro come per esempio Ron Perlman e John C. McGinley.

Con momenti che vanno dal dramma alla commedia, passando per momenti di puro divertimento, Cannabis Kid certamente ci offre anche l’occasione per riflettere e in generale di sicuro allieterà i 110 minuti che decideremo di dedicargli.

In sintesi consigliato sopratutto a chi ama il tema, ma non solo.

VOTO: 8

 

 

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Recensione FEAST: Un film fantastico, che combina horror, humor e azione senza un minuto di noia. Consigliatissimo!

feast poster locandina

 

U.S.A.

Feast

Anno: 2005

Genere: azione, horror, commedia

Regia: John Gulager

Cast: Navi Rawat, Krista Allen, Balthazar Getty

Nelle sale italiane: non credo sia mai uscito in Italia

Budget e Box Office

Pare gli incassi siano intorno ai 700 mila $, il budget pare sia stato basso, intorno al milione di $.

Recensione e Trama

Voi, massicci lettori di questo blog malato e forse morente, che ancora vi immolate (grazie) nel leggere le recensioni, vedendo un film del 2005 penserete giustamente che ho ormai perso la retta via, visto che il blog si chiama prossimamenteneicinema.

Avete infatti ragione, se non che la retta via l’ho persa ormai da un bel pezzo.

L’intenzione , dopo averlo visto, era quella di recensire Animal, che è in effetti appena uscito, ma resomi conto che il film altro non fa che copiare Feast,  malamente, io che da tempo volevo farci su una bella recensione, mi son detto quale migliore occasione?

Sicché fanculo Animal, di cui scriverò nel giro di poco, e concentriamoci oggi su questo film, che oso addirittura definire un capolavoro indie, con una trama a dir poco elettrizzante, personaggi assurdi, mostri cattivissimi e orribili, tanto splatter e quel pizzico di comicità che rende il tutto ancora più bello.

Prima di iniziare a parlare della trama, vorrei sapeste che Feast è una trilogia, e pur essendo gli ultimi due capitoli lievemente inferiori al primo, valgono comunque la visione, tenendo conto che la storia in ogni capitolo inizia proprio lì dove era finito quello precedente, se vi piacerà il primo vi sarà probabilmente impossibile resistere agli altri due, e questo, credetemi, è un bene.

Feast racconta la storia di un gruppo di avventori in un bar nel bel mezzo del deserto, location che potrebbe ricordare Tremors, e che, in seguito a una improvvisa invasione di alieni mostruosi e affamati, vede in pericolo la propria sopravvivenze e inizia così una battaglia impari contro questi mostricioni assetati di sangue.

La storia di certo non è nuova, ma quel che fa la differenza in Feast sono i personaggi, davvero ben ritratti e capaci di far affezionare il pubblico, come l’intelligentissima idea di presentare ognuno di loro con una simpatica descrizione per mezzo dei sottotitoli, descrizioni che spesso sono comiche in sè, o che lo diventano non appena il film si sviluppa, contraddicendo di continuo quello che si era appena stabilito.

Altro punto a favore del film sono gli effetti speciali, che non risentono per nulla del budget risicato, mentre un altro aspetto da non sottovalutare è quello del ritmo forsennato della pellicola, che vi terrà incollati allo schermo per tutta la sua durata, e come dicevo, potrete poi godere dei due sequels, con storie totalmente folli quanto godibili, e dove vedremo quello che succederà ai personaggi del primo (o meglio a quelli ancora in vita), con twist assurdi e con nuovi fantastici personaggi che affiancheranno quelli già visti.

Non riesco a spiegare correttamente quanto questo film sia bello e spassoso, seppur spero di avervi dato un’idea, ciò nonostante se vi piace il genere dategli assolutamente una chance e vedetevi almeno il primo film, poi maledicetemi se non vi è piaciuto, o ringraziatemi se ciò vi porterà a vedere l’intera trilogia.

Complice la sua distribuzione assai scarsa, il film non ha mai ricevuto l’attenzione che meritava, quindi eccomi nel mio piccolo a spezzare una lancia in favore di questo film horror, costellato però da tantissima azione e qualche spunto comico, che vi consiglio assolutamente di vedere.

VOTO: 812

 

 

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MINI Recensione 3 DAYS TO KILL: Una collezione di cliché in un film confusionario e già visto 1000 volte.

three-days-to-kill-poster LOCANDINA

U.S.A.

3 Days to Kill

Anno: 2014

Genere: azione, dramma, thriller

Regia: McG

Cast: Kevin Costner, Hailee Steinfeld, Connie Nielsen, Amber Heard

Nelle sale italiane: 5 giugno

Trailer ITA

Budget e Box Office

Costato 28 ML di $ il film ne ha guadagnati circa 44,5.

Recensione e Trama

Sarò davvero breve questa volta.

3 Days to Kill è il classico action -thriller che avete già visto un milione di volte, non ci sono sorprese, la trama è davvero confusionaria, e il film presenta delle sotto-trame che non fanno altro che confondere ancor di più la storia di base, già di per sé poco interessante e per nulla originale di cui faccio qualche cenno qui:

Un agente, cui rimangono pochi mesi di vita, torna in servizio con la speranza di una nuova droga sperimentale e nel frattempo cerca di ricucire il rapporto con la figlia (ma guarda un pò che originalità…) che è all’oscuro della sua malattia.

Il tutto è ambientato a Parigi.

Tra gli attori ritroviamo, oltre a Kevin Costner, anche Amber Heard, che non solo mi ha stufato e non mi piace più, ma il cui ruolo nel film risulta completamente inutile, se non addirittura fuori luogo.

Si fotta lei e Johnny Depp (o Deep, non ricordo), di cui invidio più che Amber l’isola privata alla Bahamas.

Tornando al film, non prendiamocela con Kevin Costner, che il suo la fa ma è proprio la sceneggiatura che rovina il tutto in partenza, con una trama che purtroppo ha diversi buchi.

Forse vi troverete in disaccordo se deciderete di vederlo, cosa che sconsiglio, ma io non l’ ho trovato neanche spassoso a livello di azione e forse esagero, ma credo di poterlo definire addirittura noioso.

Rivedetevi il primo Taken piuttosto che dare una chance a 3 Days to Kill.

VOTO: 412

 

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