Recensione LA TEMPESTA PERFETTA (THE PERFECT STORM): Un film bello e appassionante ma poco conosciuto che merita davvero.

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U.S.A.

The Perfect Storm

Anno: 2000

Genere: avventura, azione, dramma

Regia: Wolfgang Petersen

Cast: George Clooney, Mark Wahlberg, Diane Lane, John C. Reilly, Michael Ironside

Nelle sale italiane: 29 settembre 2000

Trailer ITA

Budget e Box Office

Costato sia per l’ottimo cast che per gli effetti speciali circa 140 ML di $, gli incassi hanno però ripagato abbondantemente i soldi spesi, con un totale che si aggira sui 329 ML di $.

Recensione e Trama

Teoricamente visto il titolo di questo blog dovrei proporre solo film non ancora usciti o freschi freschi, ma ogni tanto, quando ne vale la pena bisogna fare qualche eccezione, e a mio modesto parere questo film se lo merita proprio.

Ho scoperto questa pellicola leggendo una recensione di un altro film del genere catastrofico, e chi l’aveva scritta criticava il film Aftershock ponendo come esempio di buon disaster-movie questo The Perfect Storm che io non avevo mai sentito, forse perché al tempo in cui era uscito mi ero appena trasferito ad Amsterdam e tra ostelli e camere in affitto, non avevo avuto modo di seguire i film di quel periodo.

Mi sono quindi deciso a vederlo e posso proprio dire che è stata una scelta molto felice, nonostante avrei ardentemente desiderato un finale diverso.

La storia, che è ispirata a fatti realmente accaduti, si svolge ne 1991, quando un gruppo di pescatori, appena tornati da una battuta di pesca poco fruttuosa, decidono di ripartire subito dopo per cercare sorte migliore in altra zona.

Proprio poco dopo essere partiti, una tempesta di proporzioni mostruose e mai registrata prima di quel momento (un unione di 3 differenti perturbazioni) si sposterà sul loro cammino, e per fare ritorno alle loro famiglie dovranno riuscire a superarla, cosa che vedremo, sarà tutt’altro che facile.

Caratterizzato da un cast di ottimi attori (tra loro il sempre ottimo George Clooney, Mark Wahlberg e John C. Reilly per citare qualche nome), con una storia che ci prende sin da subito e che ci emoziona per la forza delle immagini e le avventure che questo manipolo di marinai dovranno affrontare, The Perfect Storm è un film di sicuro intrattenimento che, supportato come detto da attori di prima classe, offre anche effetti speciali di primissima qualità, scorre veloce e con gran ritmo, tanto che le due abbondanti ore di pellicola volano durante la visione, e vorremmo addirittura che il film durasse di più.

Come dicevamo la pellicola è ispirata a fatti realmente accaduti, e per tale ragione le immagini e gli avvenimenti narrati assumono ancor maggiore drammaticità, ed è facile affezionarsi ai personaggi, con il risultato di attirare l’attenzione dello spettatore per tutta la durata.

Le immagini in mare sono poi addirittura devastanti per la loro grandezza e magnificenza, con onde di 40 metri e uno scenario che alla sola vista fa venire la pelle d’oca, e da qui a mettersi nei panni degli sfortunati marinai il passo è davvero breve.

Senza svelarvi più del necessario, e dilungarmi più del dovuto, se amate il mare e i film di avventura, e se a differenza mia non l’avevate già visto, non dovreste assolutamente perdervi questo film davvero emozionante che consiglio vivamente a tutti.

VOTO: 8

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Recensione AFTERSHOCK: Un’idea potenzialmente buona buttata al vento. Eli Roth come attore è ridicolo e il film non è molto meglio.

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U.S.A.

Aftershock

Anno: 2012

Genere: horror, thriller

Regia: Nicolás López

Cast: Nicolás Martínez, Eli Roth, Ariel Levy, Andrea Osvárt, Lorenza Izzo

Nelle sale italiane: non si hanno al momento date per il mercato italiano

Trailer ENG

Budget e Box Office

Costato una cifra che qualcuno sostiene essere vicina ai 10 ML di $, al momento, proiettato su 110 schermi in Usa, gli incassi sono patetici e superano di poco i 40 mila $.

Recensione e Trama

Aftershock narra la storia di un gruppo di trentenni o giù di lì che, incontrate delle belle ragazze, decidono di invitarle a una festa in una discoteca sotterranea nella città cilena di Valparaiso.

I primi 36 minuti del film servono, almeno nelle intenzioni del regista, per farci familiarizzare e simpatizzare con i protagonisti, che vediamo in giro per la città cilena a mangiare burritos e farsi foto, e ancora prima a gustare delizioso vino in una cantina.

L’azione entra nel vivo quando il gruppo raggiunge finalmente questa super discoteca (popolata stranamente da bellezze di ogni tipo, non sapevo proprio le cilene fossero così avvenenti), e proprio sul più bello, quando tutti sono ubriachi fradici, una forte scossa di terremoto semina il panico, costringendo i protagonisti a cercare una via di fuga, facendosi strada tra rovine pericolanti e morte ovunque.

Io pensavo che il film si basasse proprio sulla loro fuga, o meglio sul loro tentativo di fuggire dalla discoteca, e che rimanessero invece intrappolati, e poi conoscendo Eli Roth, ho addirittura temuto che spuntassero mostri o vampiri cileni, o ancora, che qualcuno, aiutando il gruppo a scappare, li portasse invece in qualche luogo nascosto per torturarli in stile Hostel.

Fortunatamente mi sbagliavo per i vampiri e le torture ma anche in merito al terremoto, perché nel giro di 5 minuti i giovani riescono in effetti a scappare e si ritrovano in strada dove tutti sono sconvolti e fuggono per ogni dove, e tra i passanti in fuga si vocifera addirittura dell’arrivo di uno tsunami…

In realtà, a differenza delle mie intuizioni strambe quanto tonte, il film da qui in poi si svilupperà attorno a un gruppo di carcerati appena riuscito a fuggire di prigione, che porterà il panico per le vie della città già provata dal cataclisma, e indovinate un pò, tra milioni di cittadini, prenderanno di mira i nostri giovani (e le loro belle ragazze), scatenando così una fuga disperata nella notte tra le macerie di una città che non conoscono.

Questa era la trama del film, che però a parte la piacevole presenza di Lorenza Izzo (ottimo esempio di bonazza cilena, immagino), non ha molto di più da offrire, se non colpi di scena pilotati e telecomandati, personaggi che invece di affinare l’ingegno in momenti di pericolo si fanno prendere dalla demenza più totale, e una trama che chiamare tale in realtà è già un crimine di per sé.

Eli Roth è davvero scandaloso come attore e possiamo dire che anche il suo contributo alla storia non è che abbia proprio portato molto di buono, visto poi il risultato finale.

Per il resto il film annovera un pò di violenza qua e là, morti improvvise quanto idiote, ma a livello di intrattenimento non ci siamo affatto, tensione -3, storia davvero flebile e inconsistente e anche i personaggi non sono interessanti.

Per dirla tutta c’è anche un mini colpo di scena finale stupido quanto intuile, per non parlare poi della fine vera e proprio, anche questa a dir poco prevedibile e ridicola.

Come accennavo prima l’unica vera attrazione di questo film è la giovane cilena bonazza che sono sicuro farà tanta strada, e seppur ci piacciono le belle ragazze con gli occhi da cerbiatto, mi pare triste che diversi film ultimamente non riescano a produrre nulla di più interessante che far comparire faccine carine ma fini a sè stesse.

Eccovi quindi qualche foto di Lorenza Izzo, così vi rifate gli occhi e non avrete bisogno di buttare due ore per un film scontato, già visto e davvero deludente come Aftershock, che, ci tengo a dirvelo, neanche se m’avessero pagato profumatamente avrei avuto il coraggio di consigliare.

Non essendo questo il caso, visto che nessuno mi dà una lira, statene assolutamente alla larga!

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VOTO: 412

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Recensione ASSAULT ON WALL STREET: Inizia lento e triste e finisce in una vendetta sanguinaria che ci soddisfa appieno. Purcell è il nuovo giustiziere dei giorni nostri.

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U.S.A.

Assault On Wall Street

Anno: 2013

Genere: dramma, thriller

Regia:  Uwe Boll

Cast: Dominic Purcell, Erin Karpluk, Edward Furlong, John Heard

Nelle sale italiane: nessuna data al momento

Trailer ENG

Budget e Box Office

Distribuito anche con il nome di Bailout: The Age of Greed, questa pellicola sembra al momento essere distribuita solo nelle sale americane, o forse neanche lì, in quanto pare sia uscita direttamente in DVD.

Recensione e Trama

La trama del film è semplice quanto attuale, e narra di un cittadino newyorkese che lavora come guardia giurata, e che, a parte avere una moglie che si sta curando per finalmente sconfiggere un cancro ormai quasi debellato, non si può lamentare di nulla, ha una bella casa, buoni amici, e anche la moglie non è niente male alla fine.

Tutto viene però stravolto nel giro di poco quando la crisi finanziaria lo colpisce in maniera efferata e senza scampo, sicché lo vedremo prima alle prese con le forti spese per le medicine della moglie e l’assicurazione che non copre le medicine oltre un certo importo, poi perdere i soldi messi da parte per colpa degli investimenti sbagliati e poco puliti (fatti a sua insaputa dal suo broker), e infine terminare in una escalation che lo lascerà davvero senza nulla.

La prima buona mezz’ora (se non di più) scorre proprio così, raccontandoci questa sua discesa all’inferno che è purtroppo veritiera per molti (anche se forse non a questo livello) ai tristi giorni d’oggi, quindi preparatevi perché l’inizio potrebbe farvela prendere (per lo meno) a male.

Questa prima fase, che serve per farci simpatizzare con il protagonista e fomentarci contro il sistema, lascia poi il posto alla seconda parte del film nella quale Jim (che poi sarebbe il simpatico bonaccione di Prison Break Dominic Purcell), perso ormai tutto, si immola a giustiziere, e individuati i colpevoli, dal broker infame ai grandi direttori delle società di Wall Street che con speculazioni senza scrupoli hanno messo in ginocchio lui e tanta altra buona gente, decide di fare piazza pulita e di vendicarsi, con un’escalation di violenza di primo livello, e dopo essersi organizzato e aver fatto perdere le sue tracce ai colleghi poliziotti, armato di fucile inizia ad ucciderli tutti, e quando dico tutti intendo proprio tutti.

Ora certo, Assault On Wall Street non è che sia un filmone da annali, ma un pò per la trama nel complesso soddisfacente, un pò per il cast che annovera comunque buoni attori anche in ruoli secondari, il risultato finale è più che decoroso, e anzi, non nascondo che alla fine la pellicola ci lascia con una certa goduria per la mattanza di questi business men senza scrupoli, cosa che qui dico e qui nego, mi piacerebbe avvenisse anche nella realtà, e godrei non poco (e anzi credo saremmo in tanti a farci le pippe a 4 mani).

Sempre per quel che concerne il cast, piccola nota sul ritorno di Edward Furlong, che tutti ricorderanno per aver interpretato John Connor nell’ottimo Terminator 2, e che seppur ritroviamo qui invecchiato e anche abbastanza cicciobombo, di certo non ha dimenticato come si fa a recitare.

Ultima nota: se ancora non siete convinti a vederlo, sappiate che verso la fine vi aspetta anche una simpatica quanto piacevole sorpresa.

Nel complesso, a me Assault On Wall Street non è dispiaciuto affatto, e se vi piace il genere e avete sete di vendetta, ve lo consiglio.

VOTO: 612

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Recensione HANSEL & GRETEL CACCIATORI DI STREGHE: Belle atmosfere, tanta azione e un pizzico di horror. Niente male davvero.

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Hansel & Gretel: Witch Hunters

Anno: 2013

Genere: fantasia, horror, azione

Regia: Tommy Wirkola

Cast: Jeremy Renner, Gemma Arterton, Famke Janssen, Peter Stormare

Nelle sale italiane: 1 maggio

Trailer ITA

Budget e Box Office

Costato 50 ML di $, questo film è stato un buon successo al botteghino.

Si parla infatti di un incasso di poco meno di 56 ML negli Usa con un totale che si aggira sui 224 ML di $.

Recensione e Trama

E’ proprio vero che le aspettative possono fare la differenza quando si parla di film, o per lo meno influiscono molto sul giudizio finale.

Le mie, nei confronti di Hansel & Gretel Cacciatori di Streghe erano davvero basse, immaginandomi qualcosa di sciatto e noioso, magari anche smielato (avevo in mente qualcosa sulla falsariga di Cappuccetto Rosso Sangue, film davvero orribile), con in più qualche strega a svolazzare qua e là e nulla più.

Mi sono dovuto ricredere perché Hansel & Gretel: Witch Hunters è un film che regala  tanto intrattenimento, con una storia di (ovvia) ispirazione fiabesca, elaborata però in maniera abbastanza originale che riesce a unire azione, avventura e quel pizzico di horror che non guasta mai, con un risultato finale più che discreto.

La pellicola inizia raccontandoci brevemente la famosa storia di Hansel & Gretel che tutti conosciamo, e di come siano riusciti a sconfiggere la cattiva strega che li aveva imprigionati nella sua casa fatta di dolci e leccornie varie, per poi seguire le loro gesta fino a quando diventeranno dei veri e propri cacciatori di streghe, con tanto di arsenale (improbabile a quei tempi) e pagine di giornali (improbabili pure quelle, credo) che raccontano i loro trionfi e le loro gesta, creandone così un mito tra la gente di quel tempo.

Il film in questione si focalizzerà quindi sull’arrivo dei nostri eroi (Hansel interpretato da Jeremy Renner, mentre nei panni di Gretel c’è Gemma Arterton) in un piccolo borgo infestato dalle streghe, dove subito si metteranno al lavoro per riportare la tranquillità e sconfiggere le forze del male.

I due giovani, si troveranno anche a combattere contro la potentissima quanto malvagia strega Muriel (la x-woman Famke Janssen), che pare sia essere a conoscenza di un segreto che riguarda i genitori di Hansel & Gretel…

Scritto e diretto da Tommy Wirkola, Hansel & Gretel: Witch Hunters è senza dubbio un film godibilissimo, decisamente non raccomandato ai più piccini in quanto ci sono diverse uccisioni violente e sangue che sprizza a secchiate in diverse occasioni, ma c’è da dire che gli autori sono stati molto bravi nel creare un mix che conserva comunque una dimensione fiabesca pur con tanta azione e avventura, e come più volte accennato, senza tralasciare una componente horror che arricchisce il film senza strafare.

Belli i personaggi che popolano la pellicola, e a parte le streghe, menzione speciale per il simpatico orco (o troll come si dice di questi tempi), e nel complesso bello in generale tutto il film grazie al suo ritmo serrato e alle ambientazioni davvero azzeccate, nonché alla scenografia che ho trovato davvero completa e suggestiva.

Io l’ho visto da poverello in 2D, ma credo che nella versione 3D sia ancora più divertente, grazie anche agli ottimi effetti speciali.

Non lasciatevi quindi ingannare dai pregiudizi come avevo fatto io prima di vederlo, e se cercate un film che conii avventura, azione e horror con un’atmosfera fiabesca, Hansel & Gretel: Witch Hunters potrebbe essere il film giusto per voi.

VOTO: 7

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Recensione SYRUP: Amber Heard è sempre bella come il sole, il film purtroppo molto meno.

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U.S.A.

Syrup

Anno: 2013

Genere: commedia, dramma

Cast: Amber Heard, Brittany Snow, Kellan Lutz, Shiloh Fernandez

Regia: Aram Rappaport

Nelle sale italiane: prima o poi

Trailer ENG

Budget e Box Office

Il film non è stato ancora distribuito, pertanto non si hanno notizie per quel che riguarda gli incassi, mentre il budget pare essere stato di circa 6 ML di $.

Recensione e Trama

Ho deciso di vedere questo film perchè Amber Heard, meglio conosciuta come la fiamma di quel maledetto sorcio nano di Johnny Deep (o Depp?, non ricordo più), figura come attrice principale.

Senza stare a tirarla tanto per le lunghe, mi sento di dirvi che probabilmente anche per voi potrebbe essere l’unica ragione di interesse, a parte forse, nel caso siate delle donzelle o apparteniate all’altra sponda, vi piaccia il giovanotto che le fa da spalla, tale Shiloh Fernandez, che non è malaccio neanche come attore a dire il vero.

Il film inizia anche bene, con la voce fuori campo che ci racconta di Scat (lo Shiloh Fernandez di cui sopra), che paragona la vita al marketing suggerendoci come la percezione sia tutto, e come spesso sia molto meglio nascondere la verità (grazie per questa lezione di alta filosofia, non ci saremo mai arrivati senza il tuo prezioso input).

Sempre alla ricerca dell’idea che lo farà diventare ricco, quando ne trova finalmente una, che poi è pessima ma nel film viene vista come geniale, il giovane riesce a proporla alla nostra (magari) Amber, qui nei panni di six (6), una giovane business woman che lavora per una grande società di energy drink.

La bella donna dallo strano nome (quasi tutti in questo film hanno nomi assurdi), dopo avergli fatto credere di essere partner commerciali in questa avventura, riesce invece a registrare il nuovo marchio prima di lui lasciandolo triste e solo come un gelataio nel deserto e senza neanche dargliela (!!!).

Il giovane però non si arrenderà, e visto che nel frattempo si è anche preso una cotta per la bella 6 (e come dargli torto…), in un secondo momento troverà modo di collaborare con lei, sempre per la campagna pubblicitaria della suddetta bevanda (che poi si chiama FUKK, eh sì, che bel nome…), e da qui sarà un tira e molla fastidioso, tra bugie e fiducia, verità e falsità, grazie anche al personaggio della Heard che è a dir poco anormale (anche per una donna :-) ).

Il difetto principale di questo film è proprio questo a mio modesto avviso, non ho letto il libro di Max Barry dal quale Syrup è tratto (e dopo aver visto il film neanche ci penso lontanamente a leggerlo), ma in questa trasposizione il personaggio della bonazza Amber è davvero inconsistente, per non dire fuori luogo, cambia sempre idea, a tratti sembra una vera idiota, ma osteggia sicurezza e intraprendenza, insomma l’ho trovato davvero poco credibile e fastidioso.

La trama del film poi, a parte i primi minuti, è pressoché noiosa e inconcludente, con situazioni che si ripetono e non portano mai a nulla, anzi, portano a dire il vero purtroppo a una fine veramente deludente, per non dire poi molto approssimativa.

In conclusione, ricollegandomi all’inizio della recensione, l’unica vera ragione per cui mi sentirei di consigliare la visione di questo film è unicamente la presenza di Amber Heard, ma visto che parliamo di film, si tratta di troppo poco anche nel caso di una meravigliosa creatura come lei.

Amber-Heard

amber-heard  amber-heard bona come el pane  Amber-Heard  ammazza quanto sei bbona  Amber Heard belli capelli

VOTO: 5

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Recensione HANSEL & GRETEL GET BAKED: Una variante sul tema che mescola horror, humour…e marijuana.

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U.S.A.

Hansel & Gretel Get Baked

Anno: 2013

Genere: commedia, horror

Regia: Duane Journey

Cast: Lara Flynn Boyle, Molly C. Quinn, Lochlyn Munro

Nelle sale italiane: non si sa nulla al momento, forse mai

Trailer ENG

Budget e Box Office

Pare che i costi di produzione del film si siano aggirati intorno ai 4,5 ML di $, mentre non si hanno notizie sugli incassi.

Recensione e Trama

Sull’ Imdb database questo film ha una media voto del 4, e nella maggior parte dei casi, i film che riescono a totalizzare un voto del genere sono quasi sempre ciofeche incredibili, fallimenti totali, così inutili e fastidiosi che, dopo la visione, ci fanno venir voglia di chiedere indietro il tempo perso inutilmente.

Dopo averlo visto, mi permetto di dire, che pur non essendo un film di riferimento per nessuno, e non inventando nulla di nuovo, questo Hansel & Gretel Get Baked non è così malaccio, ma al contrario riesce abbastanza bene nel mixare horror e comicità (quest’ultima in piccole dosi), con una rivisitazione della storia classica in modo senza dubbio originale.

Questo film racconta infatti di un gruppo di giovani che viene poco alla volta sterminato da una vecchia signora, che poi scopriamo essere ovviamente una strega, che li attrae a casa sua vendendo loro un’erba di primissima qualità alla quale non riescono ben presto più a fare a meno.

Hansel & Gretel allora, come nella versione originale, dopo aver scoperto chi davvero si cela sotto le vesti della vecchia signora spacciatrice di erba deliziosa e potentissima, si immoleranno in una lotta per liberare i loro coetanei e sconfiggere la cattivona, che si nutre della giovinezza delle sue vittime per svecchiarsi un pochino.

Il cast del film non annovera personaggi di gran livello, fatta forse eccezione per la strega che è interpretata da Lara Flynn Boyle, ma il cast, a differenza di quello che spesso succede in pellicole con alle spalle produzioni non milionarie (anche se qui tra gli sponsor c’e’ American Express e pare essere stato prodotto da quelli di Twilight…) fa il suo onesto dovere, e anche gli effetti speciali non sono affatto malaccio, anzi.

La strega è davvero cattiva e diabolica e in diversi momenti ne combina di tutti i colori ai nostri poveri amici fattoni, con immagini che in alcuni momenti mi hanno quasi infastidito (smembramenti, amputazioni e torture), tanto da non rendere sicuramente Hansel & Gretel Get Baked un film per bambini, anzi.

Carina anche la sigla iniziale con i nomi del cast che vengono riprodotti su bustine d’erba.

Insomma, volevo solo spezzare una lancia a favore di un film che di certo non rimarrà negli annali del cinema, ma che neanche è così male come vorrebbero farci credere sull’Imdb, credetemi c’e’ davvero molto di peggio e quindi per me Hansel & Gretel Get Baked un bel 6 se lo merita tutto.

VOTO: 6

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Recensione DEERHUNTER – MONOMANIA: Un buon disco low -fi ben diverso da Halcyon Digest, ma a mio parere anche inferiore.

monomania deerhunter cover copertina

Deerhunter – Monomania

Anno: 2013

Etichetta: 4ad

Tracklist:

01 Neon Junkyard (Live in JJ’s Bohemia in Chattanooga Tennessee)
02 Leather Jacket II
03 The Missing
04 Pensacola (Live in JJ’s Bohemia in Chattanooga Tennessee)
05 Dream Captain
06 Blue Agent (Live in JJ’s Bohemia in Chattanooga Tennessee)
07 T.H.M.
08 Sleepwalking
09 Back To The Middle
10 Monomania
11 Nitebike
12 Punk (La Vie Antérieure)

Recensione

Ho aspettato un pò a recensire il nuovo lavoro dei Deerhunter, pur avendolo tra le mani già da qualche settimana, perché volevo ascoltarlo tante volte in modo da poter dare un giudizio obiettivo per una delle band che in assoluto mi piacciono di più di questi tempi.

La prima impressione, dopo i canonici primi ascolti, non mi aveva convinto più di tanto, e devo a malincuore ammettere che anche dopo avergli dato più tempo, visto che spesso i dischi dei Deerhunter si apprezzano meglio dopo diversi ascolti, il responso è sempre lo stesso.

Si tratta di un buon disco, ma a mio modesto parere siamo però lontani dal loro ultimo album Halcyon Digest, un capolavoro per molti, che segna molto probabilmente l’apice nella carriera del gruppo originario di Atlanta, il sublime .

Certamente con Monomania la band di Brandon Cox si è voluta distanziare dal suono acustico, lineare e limpido che caratterizzava il precedente disco, riallacciandosi in qualche modo a lavori del passato come Cryptograms e Microcastle, ma allo stesso tempo anche proponendo qualcosa di diverso, con influenze tra le più variegate, che spaziano dal blues al country (Pensacola),al rock & roll  più classico (di cui troviamo traccia un pò ovunque), al noise, con infine non poche sfumature punk come nella canzone che dà il titolo all’album (ma non solo).

Non fraintendetemi, si trattasse di un altra band, questo disco verrebbe forse visto come una pietra miliare dell ‘indie rock, o senza esagerare, avrebbe voti stratosferici (e in molti casi li avrà comunque), trattandosi però della band dell’ormai mitico Cox, si tende ad aspettarsi sempre qualcosa di più.

Nonostante Monomania vanti comunque diverse belle canzoni, lasciatemi dire che mi aspettavo (o forse meglio, mi auguravo) un disco che riuscisse a sovrastare per bellezza il precedente, mentre invece, sempre per il mio modestissimo punto di vista, trovo addirittura più belli i recenti lavori solisti di Brandon Cox (Parallax) e Lockett Pundt  (Lotus Plaza – Spooky Action at a Distance) piuttosto che questa loro ultima fatica comune.

Per il resto, dopo aver criticato questo Monomania, sappiate che comunque il disco offre diversi spunti interessanti, alla fine stiamo sempre parlando dei Deerhunter, e non di pizza e fichi, quindi non temete e ascoltatelo tranquilli, perché rispetto alla media rimane di alto livello.

Premiamo inoltre la voglia da parte di questi musicisti di proporre qualcosa di nuovo, di diversificarsi ancora, quando avrebbero potuto tranquillamente clonare il tanto acclamato suono del precedente disco, cosa che sarebbe stata più facile, e forse anche ben vista da una buona parte dei fan (e tra questi probabilmente anche il sottoscritto).

Ma i Deerhunter certo sono e rimangono un gruppo unico e irripetibile, e con questo Monomania, ci piaccia o no, non fanno altro che confermarlo.

 

VOTO: 8

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