Recensione IN THE MARKET : Horror scontato e già visto con attori imbarazzanti.

In the Market

Anno: 2009

Genere: horror

Regia: Lorenzo Lombardi

Cast: Ottaviano Blitch, Marco Martini, Elisa Sensi, Rossella Caiani

Nelle sale italiane: 5 agosto

Trailer ITA: http://www.youtube.com/watch?v=0XdshDn0Bmo

Budget e Botteghino

Non sappiamo il motivo per il quale abbiano aspettato così tanto a fare arrivare nei cinema questo film, che ha visto la luce già da due anni, e ne ignoriamo pertanto anche il budget.

Per il botteghino, se qualcuno sarà così sciagurato da andare a vederlo, aggiorneremo in futuro.

Trama e Recensione

In the market e’ un film horror ( almeno nelle intenzioni) che scopiazza alla grande dal genere torture porn, o meglio dagli ultimi film di quel filone, caratterizzati a loro volta da una totale assenza di originalità.

Parliamo per intenderci di tutti quei film uguali tra loro che dopo il successo di Hostel in primis, e poi di tutta l’onda new wave  francese con Martyrs  À l’intérieur, hanno invaso il mercato per cercare di raccogliere le briciole lasciate dal loro successo.

Come si fa a copiare un film che e’ già la copia di altri, o piuttosto, qual’e’ il risultato finale di un così becero mix?

Se avete bisogno di un esempio pratico per risolvere questo quesito, In the market farà allora proprio al caso vostro.

Se già le copie americane con budget superiore sono spesso film ridicoli nei peggiori casi e noiosi nei migliori, avrete già un‘idea di quello che potete aspettarvi se deciderete di andare a vedere questo film.

La storia e’ sempre quella, un gruppo di amici, in questo caso due ragazze e un ragazzo, partono per un viaggio on the road in cerca di avventura e senza una meta precisa.

Fermatisi a una stazione di servizio con annesso supermarket, essendo a corto di soldi, hanno la geniale idea di rimanere nei bagni  e farsi chiudere dentro, così da approfittare del cibo gratis e di un tetto sopra le loro teste.

Che ve lo dico a fare, all’interno li aspetta un maniaco omicida torturatore sadico che si divertirà con loro fino all’ultimo respiro, con il simpatico ( ma non originale) passatempo di poi rivendere i resti delle sue vittime nel bancone carni del supermercato.

Le torture sono le solite ( gente legata che viene aperta con bisturi vari e di cui vengono mangiati i pezzi come fossero prelibatezze, mani nel tritacarne, intestini che vengono estratti à la minute e poca altra roba), mentre gli effetti speciali sono decenti o direi addirittura ottimi se si considera il tipo di film, ma il problema qui e’ un altro.

Gli attori sono ridicoli, non sanno recitare, sono dei veri cani, privi di qualsiasi talento.

La storia come già menzionato e’ vista e rivista, l’unica cosa positiva mi e’ sembrata essere in parte la colonna sonora ( che poi non sono piu’ di 3 -4 canzoni…), sulla quale devono essersi svenati, poveracci, ma che però ha il merito di far lievitare il voto finale di un punto.

Il film si apre infatti con Lost in the supermarket dei Clash e riconosciamo anche la famosa Little green bag, resa immortale da Reservoir Dogs ( Le Iene).

Tenendo conto poi che durante il film uno degli attori vede alla televisione un pezzo del penultimo film di Tarantino, Death Proof ( A prova di morte), viene da pensare che o il regista sia amico di Quentin, o piu’ probabilmente sia un fan sfegatato e abbia deciso di sperperare il suo denaro come meglio poteva ( credeva ) … chissà.

Tra gli attori, nella locandina del film viene anche menzionato in pompa magna Ottaviano Blitch, nel ruolo del macellaio assassino, e perdonatemi per l’ignoranza ma il suo nome non mi dice nulla nonostante pare abbia fatto parte di qualche film horror di serie B e abbia persino figurato in Italians di Giovanni Veronesi.

Infine mi sembra giusto ricordare anche il nome del regista, colui che ha reso possibile questo film, il suo nome e’ Lorenzo Lombardi, e’ giusto che si assuma le sue responsabilità…

VOTO:     / 10

 

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2 risposte a Recensione IN THE MARKET : Horror scontato e già visto con attori imbarazzanti.

  1. dicksick ha detto:

    Davvero un peccato per la recitazione. Il doppiaggio, fatto in post-produzione se non sbaglio, è qualcosa di orribile.

    • emiliano hackett ha detto:

      Si concordo pienamente, forse sarebbe stato meglio non doppiarli, credo sarebbe stato difficile fare peggio di cosi’.
      Detto questo pero’ il film manca anche totalmente di originalita’, in giro e’ pieno di prodotti simili, e purtroppo la carenza di originalita’ e’ una delle piaghe dei giorni nostri.

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