Recensione Musica SLAVE AMBIENT dei THE WAR ON DRUGS: Bel disco con atmosfere sognanti dal suono dinamico

Slave Ambient –  The War on Drugs


Anno: 2011

Etichetta: Secretly Canadian

Tracklist:

01. Best Night                                         http://www.youtube.com/watch?v=LpuxG9OZXpE
02. Brothers
03. I Was There
04. Your Love Is Calling My Name
05. The Animator
06. Come to the City                             http://www.youtube.com/watch?v=FMqWSFNC1jU&
07. Come For It
08. It’s Your Destiny
09. City Reprise #12
10. Baby Missiles
11. Original Slave
12. Black Water                                      http://www.youtube.com/watch?v=EUNSaSRe

Recensione

Slave Ambient è il secondo lavoro della band di Filadelfia, che a distanza di tre anni da Wagonwheel Blues, ritorna con un disco ancora più bello del precedente, che comunque non si discosta di molto dalle sonorità che avevano caratterizzato il loro debutto

La musica dei The War on Drugs è così sempre caratterizzata da chitarre che si affacciano e spariscono mescolandosi tra loro in un perfetto equilibrio, accompagnandoci in tutte le canzoni, melodie che sembrano quasi sciogliersi, sorrette da sintetizzatori quasi ipnotici, riescono a creare un mix davvero affascinante.

Le canzoni sono spesso accomunate dal fatto di non avere una classica struttura musicale, iniziano e per come sono costruite potrebbero anche non finire mai, prive dei classici ritornelli ma non per questo meno attrattive, interessanti o orecchiabili.

Se la musica sembra quasi non volersi fermare, con questo suono dinamico e libero dai classici parametri, anche concettualmente, questo disco dei  The War on Drugs è un vero e proprio inno al viaggio, a ripartire, ad andare via, a riprovarci, con riferimenti in merito sparsi un po’ ovunque in tutto l’album.

Il gruppo del frontman Adam Granduciel, la cui voce descriverei come un mix tra il cantante dei Kasabian e Bod Dylan, ha il merito di riuscire a creare una miscela sonora che pur con un timbro pressoché omogeneo durante tutto l’album, e’ capace non solo di non annoiarci, ma al contrario di spingerci a nuovi ascolti, senza mai la sensazione di essere davvero sazi.

In conclusione un bel disco, che sia per tematiche che musicalmente, può accompagnarci in qualsiasi momento della giornata, sia da unico protagonista che più in disparte come colonna sonora, magari proprio per un bel viaggio lontano.

VOTO: 

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