Recensione Hysterical dei Clap Your Hands Say Yeah: Un disco forse un pò meno indie ma non per questo meno bello

Clap Your Hands Say Yeah – Hysterical

Etichetta: V2

Tracklist:

Same Mistake
Hysterical
Misspent Youth
Maniac
Into Your Alien Arms
In a Motel
Yesterday, Never
Idiot
Siesta (For Snake)
Ketamine and Ecstasy
The Witness’ Dull Surprise
Adam’s Plane

Recensione

Oggi al ritorno dal lavoro, appena tornato a casa, mi sono messo a cercare su internet senza neanche molta convinzione per scaricare il nuovo disco dei CYHSY, le prime impressioni delle due canzoni diffuse in anteprima mi avevano a dir poco allettato, e visto che li vado a vedere in concerto stasera volevo prepararmi (e con l’occasione acquisterò anche il cd).

Ho trovato un link e, messolo a scaricare, aspettandomi comunque un fake o un file protetto da password, mi sono abbioccato sul divano, complice i brasiliani del piano di sotto a dir poco rumorosi, che la notte precedente insieme a una maledetta zanzara del nord Europa, avevano compromesso il mio sonno.

Al risveglio dalla mini pennichella, ancora rincoglionito, noto che il file è arrivato, non ci credo che sia lui, troppi fake, troppi tentativi andati a male, e invece lo carico su itunes e …. sono proprio loro!

Mi ero confuso con le data d’uscita, ricordavo 23 settembre, ecco tutto, invece era il 12, sicchè il disco aveva appena iniziato a circolare in rete.

Inizio ad ascoltare Hysterical e le prime impressioni sono semplicemente esaltanti, mi si dipinge sul volto un sorriso compiaciuto e soddisfatto, sono preso benissimo.

Se Some Loud Thunder mi era comunque piaciuto molto, ma di canzoni a mio parere memorabili non ce n’erano piu’ di 3, massimo 4, il terzo lavoro della band di NY e’ invece quasi interamente composto da potenziali single, già al secondo ascolto non ne posso fare piu’ a meno, non vorrei andare a dormire per risentirmelo tutto ancora e ancora, insomma mi piace proprio un sacco.

Il disco d’altronde e’ orecchiabilissimo, forse quasi troppo se possibile, e tutte le canzoni, tutte, sono belle e fin da subito ti si piazzano in testa e non se ne vanno più, a cominciare da The Same Mistake, che regge su un riff che potrebbe ricordare per ritmo e suono quello di alcune delle canzoni piu’ belle del loro acclamatissimo omonimo debutto, forse tra tutte direi The Skin Of My Yellow Country Teeth.

Lo stesso discorso vale per la canzone che dà il titolo all’album, Hysterical, e man mano che si prosegue si trovano solo conferme, come ad esempio con la bellissima Maniac, tipico esempio del suono CYHSY più classico, davvero difficile ascoltarla senza iniziare a muoversi e cantare, o a ballare.

Tanti potrebbero essere gli esempi, così che cito volentieri anche Into Your Alien Arms, che invece fa un pò il verso a In this home on ice, con gli ultimi 3 minuti fatti solo di chiatarre e riff che si sovrappongono in un assolo stupendo, ma ripeto non c’è una canzone brutta in questo disco, e se qualcuna spunta tra le altre, la media rimane comunque sempre molto alta e non mancano i riferimenti al loro primo mitico album.

Hysterical e’ composto anche da qualche canzone dai toni acustici in stile ballata, ma anche qui non ci si sbaglia, come in un po’ tutto l’album, il suono dei CYHSY pur riconoscibile si e’ sicuramente evoluto in qualcosa che si trova a equa distanza tra l’indie pop e l’indie rock, o se non vogliamo essere così drastici, diciamo comunque che la band si ripropone al suo pubblico con un suono più rotondo, con gusto diverso, più maturo dirà qualcuno, piu’ commerciale diranno molti altri.

I CYHSY pur rimanendo in qualche modo fedeli ai loro primi passi e non privandoci di tante canzoni guarnite ad hoc dalle loro belle chitarre elettriche che tanto ci piacciono, danno così una piccola sferzata, non radicale, ma comunque palpabile nella loro musica, creano un suono che potrebbe essere diretto di proposito ad un pubblico più vario (e più vasto) di quello consueto.

Persino il timbro vocale del cantante e leader Alex Ounsworth pare in qualche modo cambiato: intendiamoci, la voce è sempre quella, si riconosce da lontano, ma è meno gracchiante di come eravamo abituati a ricordarla, più melodica, quasi il cantante avesse voluto schiarirsi la voce per poi registrare il disco tutto d’un fiato.

Ho letto da qualche parte che questo cambiamento, nella voce del cantate e nel suono del disco avrebbe in qualche modo fatto perdere identità alla band, tanto che, secondo un tizio inglese, ora i CYHSY suonano invece più come The Killers …

Io concordo solo sul fatto che il loro suono è in qualche modo diverso, seppur di poco, arricchito con uso massiccio di sintetizzatori, e con il piano che avevamo iniziato a sentire con maggior insistenza in Some Loud Thunder, e che troviamo ad esempio anche nella trionfante chiusura di questo terzo lavoro, Adam’s Plane, ma nel complesso considero Hysterical un bel disco, e non la copia di qualcuno o qualcosa.

Chiaro, c’è sempre qualcuno che giusto per essere contro tendenza deve esprimersi contro corrente, ma io pur essendo un fan, cerco di essere obiettivo, e questo disco forse stanchera’ presto dopo averlo ascoltato decine di volte, ma confermo che  i primi ascolti (e siamo gia’ sulla cinquina più o meno per quanto mi concerne), non mi hanno affatto deluso, ma semmai al contrario esaltato e messo di ottimo umore.

Seppure inferiore al mitico debutto della band (ma ripetere un disco di quel livello sarebbe stato praticamente impossibile), I CYHSY sono tornati dopo 4 anni con un altro bel lavoro, pieno di diversi momenti musicali di rilievo e, KIllers o no, voi fate come vi pare ma io gli do un bel 8.

VOTO:

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2 risposte a Recensione Hysterical dei Clap Your Hands Say Yeah: Un disco forse un pò meno indie ma non per questo meno bello

  1. dicksick ha detto:

    Bella recensione!

  2. emiliano hackett ha detto:

    Grazie !!
    Sono contento che ti sia piaciuta, stasera vado anche a vederli in concerto, non vedo l’ora!

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