Recensione CRAZY, STUPID, LOVE: Una commedia scontata con un buon cast, tutto qui.

Crazy, Stupid, Love

Anno: 2011

Genere: commedia, dramma

Regia: Glenn Ficarra, John Requa

Cast : Steve Carell , Julianne Moore, Ryan Goslin,  Marisa Tomei,  Emma Stone,  Kevin Bacon

Nelle sale italiane: 16 Settembre 2011

Trailer ITA: www.youtube.com/watch?v=JiYpNMnZClk

Web: http://crazystupidlove.warnerbros.com

Budget e Botteghino

Crazy, Stupid, Love ha esordito negli Usa poco meno di due mesi fa, per essere esatti il 31 luglio, incassando nel weekend d’apertura 19 ML di $.

Al momento in cui scrivo il film ha raccolto complessivamente nel mondo una cifra vicina ai 107 ML di $, a fronte di un budget di 50.

Trama e Recensione

Questa commedia americana è stata diretta dal duetto ormai collaudato composto da Glenn Ficarra e John Requa, che si sono distinti negli ultimi anni per film pregevoli come Bad Santa (Babbo Bastardo), e I Love You Philip Morris (in Italia si son lasciati andare e l’hanno tradotto con Colpo di fulmine: il mago della truffa).

E poi uno si chiede come mai non quando si parla con qualcuno che non è italiano è impossibile risalire al titolo di un film, o meglio io ormai non me lo chiedo più, la so la risposta.

La colpa è ovviamente di quelli che traducono i titoli dei film americani, che si vede avrebbero voluto fare gli sceneggiatori o qualcosa comunque di molto creativo, e frustrati, si immolano in titoli fantasiosi ed eclettici.

Magari avessimo avuto uno dei suddetti traduttori/sceneggiatori mancati nel team di questo film, certamente avrebbero creato qualcosa di più originale di questo ennesimo esempio di già visto, già fatto, già tutto.

Se Crazy, Stupid, Love può contare su cast di tutto rispetto, la storia che coinvolge i personaggi è imvece prevedibile e scontata, e non offrendo un granchè a livello di trama, data anche la durata di quasi due ore, il film arriva in alcuni momenti ad annoiarci, o ancora peggio se possibile, a farci guardare l’orologio per vedere quanto approssimativamente possa ancora mancare alla sua conclusione.

La trama in breve racconta di un uomo, Cal Weaver (interpretato dal “solito” Steve Carell, e dico solito perchè almeno personalmente mi ha stufato, è sempre uguale a se stesso in ogni film, e tra l’altro il doppiatore italiano riesce a dargli una voce ancora più fastidiosa dell’originale, quindi poveri voi), il quale, scoperto di essere stato tradito dalla moglie, viene preso sotto l’ala protettrice di un playboy esperto con il quale diventa amico e di cui segue i passi diventando uno sciupafemmine lui stesso.

Attorno a loro si sviluppa il resto della storia, con interpreti principalmente la famiglia di Cal, in particolare il figlio piccolo, che dovrà superare il momento e sperare in una riunione della famiglia, e per concludere con la trama, come da prassi qualche colpo di scena (per modo di dire) e il gioco è fatto.

Tra gli attori oltre a Julianne Moore (che ormai probabilmente vedremo presto anche in Un Medico in Famiglia), fatemi nominare anche l’astro nascente per antonomasia, seppur ormai già acclamata ovunque, e mi riferisco a Emma Stone, che anche io come Jim Carrey che le ha fatto una patetica dichiarazione in video, vorrei sposare, ma, nonostante a differenza dell’attore americano non sia così vecchio (e spero anche meno patetico), immagino comunque di non avere molte chances.

Il personaggio interpretato dalla Stone inoltre farà poi innamorare il playboy ispiratore di Cal (interpretato da Ryan Goslin), e dietro la loro storia si celerà l’unica “sopresa” del film.

Forse sono stato troppo cattivo, ma non con Jim Carrey che se lo merita pure, ma con il film, che ogni tanto qualche risata ce la fa fare, ma dico qualche, badate bene, risate centellinate, mai niente di trascendentale, e la storia scorre fino alla fine in modo innocuo, nel bene e nel male, con degli attori comunque di livello che certo dovrebbero accrescerne il valore, ma neppure loro riescono a cambiare il verdetto: si sorride un pochino, niente di più.

In sintesi questo film come commedia certo non è il massimo, e come dramma risulta superficiale, finto, uno semplice scusa per giustificare Carell e la sua “comicità”, allora degli stessi registi preferisco mille volte I Love You Philip Morris.

La storia insomma è un pò il tallone d’Achille di Crazy, Stupid, Love, ciò nonostante non siete curiosi di scoprire cosa succeda alla fine?

Torneranno insieme e vivranno tutti felici e contenti?

O Cal continuerà la sua nuova vita da piacione?

Ma che ve lo dico a fare, tanto già lo sapete.

VOTO:

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