Recensione WRONG TURN 4: Uno in più o in meno ormai non fa più alcuna differenza

Wrong Turn 4 (Bloody beginnings)

Anno: 2011

Genere: azione, horror, thriller

Regia: Declan O’Brien

Cast: Jennifer Pudavick, Tenika Davis, Kaitlyn Wong

Nelle sale italiane: esce solo in DVD

Trailer ENG:http://www.youtube.com/watch?v=0gZPttA1PD4

Web: http://www.facebook.com/pages/Wrong-Turn-4-Bloody-Beginnings/209059942441097

Trama e Recensione

Wrong Turn 4, tanto per cambiare, si distingue dai precedenti capitoli raccontando come la storia ebbe inizio come ogni prequel, e, nelle primissima parte del fim vediamo i sanguinari personaggi che hanno animato la saga, rinchiusi in un ospedale psichiatrico, dal quale, vedremo quasi subito, riusciranno a fuggire, lasciandosi dietro il solito seguito di morti raccapriccianti e torture medievali, condite da cannibalismo,  che già avevano contraddistinto i precedenti capitoli.

Dietro la macchina da presa ritroviamo Declan O’Brien, che già aveva diretto il terzo capitolo di Wrong Turn, che seppur non eccelso era comunque migliore di quest’ultimo e per gli appassionati, proponeva anche una dose migliore di topless e simili.

La storia è molto semplice, dopo questo breve flashback nel 1974 in cui scopriamo come i degeneri criminali abbiano iniziato la loro carriera di torturatori, la storia torna ai giorni nostri e si sviluppa attorno al classico gruppo di ragazzi che decidono di fare un’escursione e appunto, come il titolo suggerisce, sbagliano strada e finiscono per trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato.

I protagonisti sono come sempre giovani e bellocci, con in qualche caso anche la rituale mostra di tette che così come le torture, spesso accumuna questa tipologia di film.

Lo sfortunato gruppo di giovani (di cui fa parte anche una sexy coppia lesbica che vediamo più di una volta impegnata in un amplesso saffico), decide quindi di fare un ‘escursione in motoslitta, ma perdendosi  nella foresta, in preda al gelo, per sfuggire a una morte sicura per assideramento, decide di ripararsi in un edificio abbadonato (così sembrerebbe almeno all’inizio), che manco a dirlo, non è altro che l’ospedale psichiatrico, ormai abbandonato, dove i cattivoni di turno si erano rifugiati, non aspettando altro se non nuove fresche vittime da torturare in maniera atroce per poi banchettare con i loro resti.

Così ovviamente il nostro gruppo di giovani avvenenti, invece di morire assiderato nel gelo, verrà torturato ben bene dai deformi abitanti dell’ospedale, che uno a uno, li finiranno nei modi più barbari.

Non c’è purtroppo molto altro da menzionare riguardo a questo film, se avete visto uno dei primi capitoli, ma anche qualsiasi film del genere, è come se aveste visto anche questo, le uniche differenze sono il piccolo flashback iniziale e l’ambientazione invernale con la neve, per il resto tutto già visto, decapitazioni, gente stritolata, il rito della scarnificazione atta a scegliere i pezzi più teneri e gustosi per poi mangiarli, insomma, pura routine.

Da vedere solo se siete veramente appassionati del genere e non avete nulla da fare nella vostra vita.

VOTO:

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