Recensione APOLLO 18: Di bello c’è solo la tag-line

Apollo 18

Anno: 2011

Genere: horror, fantascienza, thriller

Regia: Gonzalo López-Gallego

Cast: Warren Christie, Ryan Robbins and Ali Liebert

Nelle sale italiane: tutto tace al momento…

Trailer ENG

Web

Budget e Botteghino

Nonostante un budget non certo generoso e speso malissimo, Apollo 18 non ha completamente fallito la sfida al botteghino, realizzando anzi un incasso totale di circa 25 ML di $, di cui circa 16 raccolti sul territorio Usa.

Recensione e Trama

Apollo 18 di bello ha principalmente una cosa sola: la tag line.

C’è una ragione se non siamo mai tornati sulla luna (There ìs a reason we’ve never gone back to the moon)

E’ questa l’unica nota positiva di questo film per nulla originale, senza personalità, tedioso in più momenti.

L’idea di partenza era abbastanza carina, raccontare la storia di una presenza aliena sulla luna in concomitanza con la spedizione americana del 1969, sfruttando filmati dell’epoca tenuti fino a quel momento top secret.

Diciamo qualcosa di simile a quello che era successo anni fa con The Blair Witch Project (e dato il momento storico in cui viviamo così privo di originalità anche con moltissimi altri film ovviamente, tra gli ultimi la fortunata saga di Paranormal Activity), dove, grazie alle registrazioni fatte dai protagonisti e tenute segrete per tanti anni scopriamo cosa sia successo veramente.

Ora le riprese qui non sono così volutamente mosse come in The Blair Witch Project ma in diverse parti del film si rischia comunque un buon mal di testa, cosa di cui ringraziando Iddio o chi per lui sono immune (tocco ferro mentre scrivo), ciò nonostante in alcuni punti non è facile seguire lo svolgimento dei fatti senza soffrirne.

Non è però in questo che il film fallisce clamorosamente, ma nel costruire una storia che sappia essere interessante e avvincente, con il risultato di apparire addirittura noiosa in più punti.

Non c’è mai atmosfera di mistero, sensazione di pericolo, e più che mai nulla di psicologico che possa costruire suspense tra i personaggi, e queste mancanze non sono bilanciate dalla presenza di azione o altro.

La previdibilità della storia e il budget, che credo abbiano gonfiato a dismisura ma che in realtà non ha superato una cifra pari a due pizze, 3 supplì e una birra da 0,75 cl, hanno fatto poi il resto.

La ciliegina sulla torta spetta di diritto alle creature aliene, che non solo non sono nuove, ma non fanno per niente paura, e anche qui quasi si sfiora il ridicolo.

Ora io prendo anche atto che non sia facile creare qualcosa di nuovo e di originale, ma se devi copiare, almeno ispirati a qualcosa di successo e di collaudato, cambiando al limite qualche cosa, non so copia Alien e poi giocaci un pochino e trasformalo. Fossi stato nel regista e negli autori mi sarei buttato in qualcosa di più psicologico, sfruttando il vedo/non vedo per tutto il film.

Il punto cruciale è che nei primi minuti il film usa proprio questa tecnica e risulta anche abbastanza credibile, ma quando poi ci troviamo di fronte alle entità (chiamiamole così, mostro non è la parola esatta), la delusione è davvero cocente.

Creare un film originale, per giunta di fantascienza, era una mission impossible, missione che diventa ancora più ardua con un budget di due pizze e due supplì, questi impavidi ci hanno pur provato, con risultati però decisamente non esaltanti.

VOTO:

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