Recensione ENTER THE VOID: Quel tipo di noia che diventa fastidio.

Enter the Void

Anno: 2009

Genere: dramma, fantasia

Regia: Gaspar Noé

Cast: Nathaniel Brown, Paz de la Huerta, Cyril Roy

Nelle sale italiane: 9 dicembre

Trailer

Budget e Botteghino

Nel trailer potete vedere che citano illustri commenti di critici in merito a questo film “un capolavoro”, “mai visto niente del genere” e bla bla bla.

Io allora mi chiedo, come mai cotanto capolavoro, che è costato la somma di 16 ML di $, sia riuscito a realizzare un incasso addiriuttra inferiore al milione di $?

Recensione e Trama

Enter the void è un scritto e diretto da Gaspar Noé, che ricordiamo principalmente per il virtuoso ma pesantissimo (a livello visivo) Irreversible.

Anche in questo film come nella pellicola che vede protagonisti Monica Bellucci e Vincent Cassel, Noé fa uso di flashback, ma il risultato rispetto a Irreversible è molto diverso.

La storia narra di un fratello e una sorella che vivono a Tokyo, lui diventa uno spacciatore e in una retata della polizia viene ucciso.

Da questo momento, per mantenere fede a un giuramento fatto con la sorella da piccoli, quando avevano appena perso i genitori in un incidente stradale di cui loro stessi erano stati testimoni, il giovane tornerà anche da morto sorvolando la città e vegliando sopra i suoi amici.

Il problema principale è che il regista sceglie da questo momento di farci vedere tutto dagli occhi del ragazzo morto, sicché iniziano panoramiche della città che all’inizio sono anche carine, ma il punto è che l’inquadratura rimane sempre fissa dall’alto perennemente, la storia semmai ce ne fosse una, svanisce in una serie di immagini che se in un primo momento destano curiosità, finiscono poi molto presto per favorire noia se non addirittura fastidio.

I colori fluorescenti, le stanze colorate, che pure possono essere pregevoli alla vista, in questo contesto non fanno altro che confondere ancora di più il povero spettatore, che si ritrova di fronte a immagini funky, scene di sesso con piselli a volte luminosi,e più di tutto, la mancanza di una storia vera e propria che latita per tutta la durata di questo lungometraggio.

Come se non bastasse, Enter the void dura tantissimo, circa 2 ore e 20 minuti, vi sfido a vederlo di ritorno dal lavoro, dopo una giornata faticosa, sono sicuro vi abbiocchereste dopo un quarto d’ora al massimo.

E’ quello che è successo anche a me la prima volta che avevo deciso di vedere il film, diversi mesi fa.

Dopo averlo iniziato lo abbandonai in preda alla noia e al disinteresse più totale, pensando che .c’era davvero molto di meglio da fare.

Questa volta stoicamente, sono riuscito a vederlo tutto, ma l’ho dovuto comunque “spezzare” in due parti, in quanto dopo un ora e mezza non ce la facevo più a continuarne la visione, veramente imbarazzante.

Mi si stringe il cuore per quelli sventurati che, ignari di quel che veramente gli sarebbe toccato, hanno deciso di andarlo a vedere al cinema, e immagino che di costoro, solo in pochi saranno riusciti a terminarne la visione.

Vi suggerirei allora di vederlo sotto l’uso di droghe in modo da poter almeno sfruttare i ridondanti colori, le immagini psichedeliche che fanno spesso da contorno alla non-storia, e i suoni altrimenti fastidiosi per l’udito umano, ma anche in queste condizioni mentali immagino non lo apprezzereste, o più probabilmente, vi prenderebbe proprio a male.

Se qualcuno di voi nel mondo che ha visto questo film l’ha anche apprezzato e capito, vi prego di condividere il vostro pensiero, perché io Enter the Void l’ho proprio trovato pessimo e senza senso.

VOTO:

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2 risposte a Recensione ENTER THE VOID: Quel tipo di noia che diventa fastidio.

  1. Deathiz ha detto:

    non mi sembra affidabile una persona che parte dalla descrizione della bellezza di un film dall’incasso che ha ottenuto. anzi….

    • emiliano hackett ha detto:

      umh, fammi capire, invece di protrarti in sterili rosicate, a te è piaciuto? se si, ti prego, illuminami.
      io l’ho trovato davvero noioso e non mi ha detto nulla.
      Riguardo il budget e l’incassi ovviamente non possono dire se un film sia buono o no, è tutto sempre molto soggettivo ed è scontato che non mi basi su questo per il giudizio, ma in questo caso anche budget e incassi confermavano la mia (personalissima) tesi, tutto qui.

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