Recensione NEW YEAR’S EVE (Capodanno a New York): 56 milioni di $ buttati dalla finestra, senza la minima vergogna

New Year’s Eve (Capodanno a New York)

Anno: 2011

Genere: commedia, romanzo

Regia: Garry Marshall

Cast: Sarah Jessica Parker, Jon Bon Jovi, Michelle Pfeiffer, Robert De Niro, Zac Efron  e molti altri attori senza vergogna o bisognosi di denaro

Nelle sale italiane: 23 dicembre 2011

Trailer

Budget e Botteghino

Questo orribile filmaccio, come già menzionato nel titolo, è costato addirittura 56 ML di $, sicchè ci verrebbe da pensare che sicuramente produttori etc non siano riusciti a coprire neanche le spese di produzione con un film di tale bruttezza.

Ciò sarebbe corretto, ma tralasciamo un particolare importante: il mondo è ormai popolato per una percentuale molto alta da dementi totali (si parla di un buon 85% della popolazione mondiale).

Tutto ciò ha quindi contribuito a far lievitare gli incassi fino a 115,5 ML di $….

Recensione e Trama

Cominciamo l’anno 2012 nel peggiore dei modi, con uno degli ultimi film usciti nel 2011, un film imbarazzante e spesso fastidioso, che non auguro neanche al mio peggiore nemico.

New Year’s Eve (Capodanno a New York) non è, come si potrebbe invece pensare in un primo momento, l’ennesimo cinepanettone nostrano, ma se vogliamo una triste versione americana, che seppur risparmiandoci fortunatamente le gag da due lire di De Sica (figlio, of course) e compari, sviluppa, così come i nostri film di Natale pecorecci, storie di diversi personaggi che si intrecciano tra di loro, in questo caso durante le ultime ore dell’anno.

La caratteristica dominante di questo film, oltre alla banalità e all’inutilità, sono l’aver unito diversi attori famosi, ognuno impegnato in una piccola particina, così che in ogni momento appare qualche stella di Hollywood oltre ai protagonisti principali delle mini storie, e gli attori famosi sono così tanti da sembrare meteoriti impazzite in una tempesta spaziale che si sviluppa sulle nostre teste (perdonatemi questa metafora azzardata quanto ardita e improbabile, ma non ho resistito).

Tra gli attori, citiamo il solito De Niro, ormai credo rincoglionito o semplicemente pago di sé stesso, che interpreta un malato terminale il cui desiderio più grande è assistere ai festeggiamenti della mezzanotte a Time Square dal vivo prima che sia la fine, assistito dalla hot infermierina Halle Berry, o Michelle Pfeiffer, forse l’unica nota lieta del film, interpretare una donna d’ufficio infelice e decisa a fare tutto quello che aveva sempre sognato e mai realizzato nel giro di 24 ore: per riuscirci, si farà aiutare da un ventenne pony express (Zac Efron) di cui non si era mai curata prima…

Trattandosi di un film originale (sono ovviamente ironico), troviamo anche il cantante di successo che tresca con una cuoca, ecco quindi comparire Jon Bon Jovi nei panni di un cantante (originale anche questo, chi l’avrebbe mai pensato? Jon Bon Jovi nei panni di un cantante, che geni!!) dal nome di Jensen (a sto punto avrebbe potuto anche interpretare se stesso ma probabilmente se n’e’ vergognato), e infine come non citare Ashton Kutcher che rimane incastrato nell’ascensore con una bella ragazza?

Questi esempi (ma c’e’ anche la nasona di Sex & The City Sarah Jessica Parker in un ‘altra storia inutile quanto noiosa e prevedibile) vi bastino a capire che film orribile avete dinanzi, così sciatto e banale, veramente pessimo.

Le persone dietro a questo film non hanno però avuto alcuna vergogna né decenza, e si sono spinte oltre, fino a inserire pubblicità occulte (ma neanche tanto, direi anzi sfacciate), in diversi momenti del film.

La location di Times Square con cartelloni pubblicitari gli ha offerto un’occasione d’oro, ma non contenti, queste persone, sono riuscite a inserire pubblicità quasi ovunque, così vediamo una protagonista che fa un discorso da un palco di una famosa marca di elettronica, il pubblico in piazza mostra palloncini di una famosa marca di creme etc etc etc, fino a toccare veramente il fondo, e strana ironia, in qualche modo, davvero imitando le sfacciate pubblicità all’interno dei cinepanettoni italiani.

Il film rientra nel genere commedia, ma affinché non possiate sbagliarvi dando un solo centesimo a questi balordi, sappiate che non si ride mai, i pochi momenti di humour non sono mai divertenti e non ci fanno neanche sorridere, ma sono scontati se non addirittura patetici.

Infine un’ultima domanda, il regista di questo film è l’ottantatreenne Garry Marshall, creatore di successi memorabili come Happy Days o Mork & Mindy, e più recentemente di Pretty Woman (che io non ho mai amato ma che a tutti piace molto): che bisogno c’aveva di fare ‘sta schifezza?

Meglio dirigere i filmini dei nipotini che giocano allegri, piuttosto.

VOTO:

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