Recensione MOZZARELLA STORIES: Commedia malavitosa in stile partenopeo con tanta tanta mozzarella

Mozzarella Stories

Anno: 2011

Genere: commedia

Regia: Edoardo De Angelis

Cast: Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo, Andrea Renzi, Marina Suma, Giovanni Esposito, Tony Laudadio, Gianpaolo Fabrizio, Aida Turturro

Uscita in DVD: 25 gennaio 2012

Trailer

Budget e Botteghino

Non ci è dato sapere per esattezza quale sia il budget di quest film, possiamo però dare un’occhiata agli incassi ricavati, purtroppo tutt’altro che entusiasmanti, per una pellicola che invece avrebbe metitato di più.

Pare infatti che al botteghino Mozzarella Stories non abbia superato i 168 mila euro.

Recensione e Trama

L’esordio alla regia di Edoardo De Angelis è un film particolare, che si ispira a diversi filoni cinematografici visti di recente, e che offre una storia ambientata nella provincia di Caserta, tra imprendiotri di mozzarella di bufala e criminalità organizzata.

Per capire visivamente che tipo di film sia Mozzarella Stories, è importamte citare che il produttore esecutivo della pellicola è Emir Kusturica, sicchè forse anche per la sua presenza, questa opera prima di De Angelis, assume diverse contaminazioni, mischiando un certo tipo di cinema americano, se vogliamo anche un pò pulp, con una comicità nostrana e un’ambientazione partenopea.

La trama, dicevamo, racconta di Ciccio “Dop”, imprenditore proprietario di una storica e rinomata azienda di mazzarella di bufala, che, scontata la pena per aver tolto di mezzo un “competitor”, si trova a dover fronteggiare un’agguerrita concorrenza da parte di una società produttrice di mozzarelle cinesi di ottima qualità, e per tale ragione, alla ricerca di soldi, deve ritornare ben presto a far uso di strumenti illeciti (minacce, tagenti etc) per cercare di evitare il fallimento della sua amata società.

In questa storia si muovono ottimi personaggi (uno dei punti forti del film insieme alla regia), interpretati da altrettanto bravi e variegati attori.

Tra questi citiamo Andrea Renzi, nel ruolo del ragioniere dell’azienda, che avevamo visto  in L’uomo in più di Sorrentino, e Giampaolo Fabrizio in quelli di Ciccio Dop.

Ottimo anche il personaggio dello zingaro napoletano silente, ma quasi tutti hanno carattere e contribuiscono, con l’intrecciarsi delle loro storie, a dare colore al film e a ben rappresentare un certo tipo di Italia, molto diffuso, e non certo limitato alla regione partenopea.

Sempre rimanendo in tema attori, impossibile non menzionare la felice presenza di Aida Turturro, divenuta celebre come sorella di Tony, nella premiatissima serie Soprano.

Un’altra ovvia protagonista di questo film che mi fa piacere citare è la mozzarella di bufala, vera prelibatezza che appare in ogni dove, tanto che dopo la visione, essendo anche io un amante dell’ “oro bianco”, non ho potuto fare a meno di comprarmene un paio.

L’attrice americana non delude, si immola in diversi dialoghi in italiano e regala una connotazione giocosa che davvero non guasta al suo personaggio.

Se vogliamo citare qualche difetto di questo film, poremmo menzionare che, molto probabilmente, le varie storie che si sviluppano non sono forse poi raccontate in maniera esauriente, diciamo troppo sbrigative in alcuni casi, questo senza però, almeno a mio parere, alterare il risultato finale che ritengo più che buono, specialmente se teniamo conto che si tratta di un esordio alla regia.

In conclusione un film, che non posso definire forse eccelso, ma interessante e godibile sicuramente si’, grazie a un cast decisamente azzeccato e una regia pregevole, se siete stanchi delle solite commedie italiane di questi tempi tutte uguali, credo che dovreste dare un chance a Mozzarella Stories, perchè potreste rimanerne piacevolmente sorpresi.

VOTO:

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2 risposte a Recensione MOZZARELLA STORIES: Commedia malavitosa in stile partenopeo con tanta tanta mozzarella

  1. Giacomo da Vicenza ha detto:

    questo è un grande film che non può essere relegato nell’angusto compartimento del genere “commedia”. Fa ridere, e molto, ma solo dopo aver fatto soffrire non poco! Da vedere e rivedere fino a consumarlo.

    • emiliano hackett ha detto:

      beh per “l’angusto compartimento del genere commedia” mi sono rifatto ai tags del caso, mentre per quanto riguarda il valore del film anche io ho trovato che non gli sia stata fatta giustizia, così che nel mio piccolo ho cercato di farlo conoscere un pò di più

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