Recensione INTOUCHABLES (Quasi amici): Un film bellissimo.

Intouchables (Quasi Amici)

Anno: 2011

Genere: commedia, dramma

Regia: Olivier Nakache, Eric Toledano

Cast: François Cluzet, Omar Sy,  Anne Le Ny

Nelle sale italiane: 24 febbraio

Trailer

Budget e Botteghino

Non ho capito esattamente quanto questo bel film abbia incassato, vi basti sapere che, come menzionato ovunque in pompa magna, si tratta del film più visto nella storia del cinema francese e al momento sta spopolando anche in Germania, dove si trova al primo posto.

Recensione e Trama

Intouchables è stato preceduto da una moltitudine di commenti positivi provenienti dalla stampa francese che, insieme al pubblico, ne hanno decretato un successo stellare.

Ora, nel caso abbiate ancora qualche dubbio nei confronti dei nostri “cugini”, vi prego di credermi quando vi dico che i francesi sono proprio massicci, e anche questa volta (come in altre occasioni) non si sono affatto sbagliati.

Senza perdermi in tanti fronzoli vi dirò subito che Intouchables non delude le attese ma è in effetti un film molto bello, che riesce a farci ridere smodatamente in più di un’occasione e a commuoverci in altre (preparate i fazzolettini, se avete un cuoricione grande come il mio qualche lacrimuccia potrebbe far capolino).

La bellissima storia narrata del film, che come viene più esaustivamente spiegato poco prima della sua conclusione, è ispirata da eventi e personaggi reali, è solo uno dei tanti elementi capaci di renderla ancora più affascinante e emotivamente coinvolgente.

Un ricchissimo aristocratico parigino, rimasto paralizzato dal collo in giù in seguito a un incidente di parapendio, è alla ricerca di un infermiere che stia con lui per assisterlo passo passo nella routine quotidiana.

Ai colloqui, tra i tanti aspitanti con referenze e esperienza ma interessati solo al vile denaro, si fa prepotentemente strada il giovane Driss, che con spontaneità e sfacciataggine riesce a entrare nelle grazie di Philippe e ad ottenere il lavoro.

Driss viene da una famiglia molto povera, e vive insieme a una miriade di fratellini in un piccolo appartamento in un immenso quanto orribile casermone nella periferia della capitale francese (i più fighi direbbero in una banlieue).

Il ragazzo, a volte un pò rude ma sempre animato da tanta spontaneità e da un grande spirito, si ritroverà così catapultato in un mondo completamente diverso dal suo, caratterizzato da sfarzi ma anche da gran cultura, nel quale Driss, seppur con metodi inizialmente poco ortodossi, riesce però ben presto a farsi benvolere da tutti e sopratutto, proprio perchè non compatisce mai Philippe, ma lo tratta come un suo simile, riesce ad instaurare con lui un rapporto di sincera amicizia che vedremo durare nel tempo.

La comicità di questo film nasce spesso proprio grazie al personaggio di Driss (e alla bravura di Omar Sy che lo interpreta rendendolo simpatico quanto veritiero) e al modo in cui interagisce nelle più disparate situazioni con quello di Philippe (e doverosamente cito l’attore che lo interpreta sul grande schermo, François Cluzet), bravissimo nei panni di un uomo che ha ormai rinunciato alla gioia di vivere, ma che per quanto possibile, grazie all’amicizia con Driss, dovrà finalmente ricredersi.

Oltre agli ottimi attori che recitano in questo film, un’altra componente molto importante e che contribuisce alla riuscita di questa pellicola è senza dubbio la colonna sonora, che, oltre a assere molto bella, si dimostra particolarmente azzeccata per come riesce ad accompagnare pregiatamente le immagini, esaltandole.

Intouchables merita la vostra attenzione per la bravura degli attori che danno veramente molto a una trama già di per se bella e toccante e con dialoghi ben scritti, e perchè con questa storia di amicizia il film ci scalda il cuore e ci fa ridere, ci emoziona in tanti modi diversi, ma sempre con garbo e classe.

Solo una piccola critica su Intouchables, rivolta ai doppiatori: vedendo il trailer in italiano ho notato che le voci dei doppiatori lasciano particolarmente a desiderare rispetto a quelle originali, sopratutto per il personaggio di Driss che nella versione francese ha una voce molto più calda e simpatica, ma immagino si tratti comunque di piccoli particolari.

Dovendo fare un paragone, ho trovato diverse somiglianze tra questo film di Olivier Nakache e Eric Toledano e il The King Speech di Tom Hooper (Il Discorso del Re per i più tordi), vincitore dell’Academy Award come miglior film, in quanto anche lì veniva raccontata una storia di amicizia tra due persone di classi sociali molto lontane e anche lì uno dei due aveva un handicap.

Bene, se avevate apprezzato la pregevole pellicola con Colin Firth sappiate che Intouchables è a mio modesto parere addirittura superiore, e per tale ragione lo consiglio vivamente a tutti.

Proprio un bel film.

VOTO:

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4 risposte a Recensione INTOUCHABLES (Quasi amici): Un film bellissimo.

  1. anya78 ha detto:

    premesso che, con le dovute eccezioni, schivo il cinema francese come la morte…. devo dire che mi hai incuriosita: lo guarderò!

    • emiliano hackett ha detto:

      Guarda, a me i francesi stanno proprio simpatici e cerco di combattere gli stereotipi che li circondano copiosi, a prescindere da questo, questo film merita veramente il successo che ha ottenuto e sono sicuro che lo troverai molto bello, a me poi alla fine sono scesi anche 2 lacrimoni, non so com’è, ma quando vedo che la gente si vuole bene e sono bravi a volte mi succede così 🙂

  2. anya78 ha detto:

    non ho pregiudizi sul popolo, quanto sul cinema che a volte trovo pesante

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