Recensione COSE DELL’ALTRO MONDO: Un’idea simpatica e abbastanza originale, ma non sviluppata a dovere, che però rende un ritratto piuttosto accurato di una certa Italia.

Cose dell’altro mondo

Anno: 2011

Genere: commedia

Regia: Francesco Patierno

Cast: Diego Abatantuono, Valerio Mastandrea, Valentina Lodovini, Renato Nuvoletti, Vitaliano Trevisan

Uscita Dvd: 11 gennaio

Trailer

Budget e Botteghino

Come spesso succede per i film italiani (perchè?) è quasi impossibile sapere quale sia stato il budget a disposizione della produzione.

Ciò che invece è stato reso noto sono gli incassi, non proprio lusinghieri: Cose dell’altro mondo ha infatti incassato poco meno di 1, 4 ML di euro.

Recensione e Trama

Questo film non ha avuto molto successo nel nostro Belpaese, nonostante, tra tante commediole patetiche tutte uguali e film orribili, io credo che questo lavoro di Francesco Patierno, senza essere fantastico, e pur con i suoi difetti, avrebbe probabilmente meritato sorte migliore.

Il punto forte di questa pellicola è certamente l’idea principale dalla quale nasce il film (idea che pare comunque essere stata copiata pari pari dal film A day without mexican, dove a sparire all’improvviso erano invece  tutti i messicani in California).

Questa versione nostrana, ambientata nel Veneto traino dell’Italia che lavora (ma anche ispirato da forti sentimenti razzisti), racconta invece come tutti gli extracomunitari per magia spariscano nel nulla, e cerca di immaginare quale sarebbero le conseguenze pratiche di tale avvenimento anche per chi, come per esempio  il personaggio interpretato da Abatantuono, Golfetto, una sorta di caricatura di Borghezio & Co., gli immigrati li ha sempre odiati e discriminati.

Avendo citato Abatantuono, nonostante la simpatia che un pò tutti nutriamo per l’attore, non posso non segnalare che in questo ruolo, dell’accento veneto che dovrebbe essere parte del personaggio c’è davvero molto poco, per il resto Abatantuono è Abatantuono, c’è poco da fare nel bene e nel male.

Tra gli interpreti troviamo anche Valerio Mastrandrea, nei panni di un poliziotto tornato dopo tanti anni a casa, figura questa che spazia dal duro incazzoso fino a sfiorare in alcuni momenti quella del bonaccione, e la solita Valentina Lodovini, sempre uguale a se stessa non importa in quale film stia recitando, e Cose dell’altro mondo non fa ovviamente eccezione.

Ciò che mi ha lasciato un pò perplesso è il messaggio che il film vuole (o lascia comunque trasparire), cioè che anche se schifiamo gli stranieri e li ghettizziamo, dovremmo però essere grati a quest’ultimi per i lavori più umili che sono ormai di loro totale competenza (tanto che per esempio appena avviene la sparizione vediamo cumuli di immondizia non raccolta e anziani, ormai privi delle varie colf etc, a spasso da soli in carrozzella).

Ora passi per gli anziani, e non so esattamente quale sia la situazione in Veneto, ma a Roma so di diversi italiani plurilaureati che fanno gli spazzini e ringraziano Iddio per avere un lavoro.

Forse le dinamiche al nord sono diverse, chissà, quindi nel caso di una ipotetica simile sparizione in centro Italia, almeno la monnezza passerebbero a prenderla, e tutto ciò mi da gran conforto (pur vivendo ormai a migliaia di km da Roma).

Detto questo, se si voleva valorizzare l’importanza di stranieri e immigrati forse si sarebbe potuto scegliere un altro modo, piuttosto che considerarli insostituibili per i lavori più umili e solo per questo necessari e degni di considerazione, perchè la morale sembra essere questa.

Nel complesso però, nonostante le tante imperfezioni e contraddizioni di questo film, ho deciso di premiarlo con un 6, tiratissimo, ma comunque a mio parere meritato almeno per aver cercato di fare qualcosa di diverso dal solito, e che, in un modo o nell’altro, invita a pensare sul nostro rapporto con gli immigrati e condanna certi comportamenti intolleranti o peggio razzisti, che sono purtroppo molto più diffusi di quanto si possa credere nella nostra amata, quanto malaticcia Italia, che non tanti anni fa ha visto milioni di nostri conterranei emigrare in cerca di fortuna, nonostante nessuno sembra più ricordarselo.

VOTO:

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