Recensione THE ARTIST: Senza parole, in tutti i sensi, ma l’Oscar forse è troppo.

The Artist

Anno: 2011

Genere: romanzo, commedia, dramma

Regia: Michel Hazanavicius

Cast: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Malcolm McDowell

Nelle sale italiane: 9 dicembre 2011, ma avendo vinto l’Oscar sicuramente verrà riproposto

Trailer

Budget e Botteghino

Con un budget abbastanza importante di circa 15 ML di $, questo film ha finora incassato in totale 76,5 ML di $.

Recensione e Trama

Visti tutti i premi appena raccolti all’Acedemy Award, questa recensione cade proprio a pennello.

Come molti, stupidamente, impaurito dal fatto che si trattasse di una pellicola muta e che per questo fosse noiosa, avevo atteso molto prima di vederlo, ma ora a posteriori posso dire di essermi sbagliato e che si tratta di un bel film, intelligente, visivamente impressionante nella sua semplicità e con delle musiche (ovviamente importantissime in un film muto), che, combinate alla bravura del cast, davvero non ci fanno sentire la mancanza del sonoro.

La storia di The Artist è ambientata alla fine degli anni 20, quando, per la premiere di un film muto, un famoso attore dell’epoca si scontra con una giovane ammiratrice (Bérénice Bejo nei panni di Peppy Miller), che dopo quell’incontro, notata dai giornalisti accorsi all’evento, inizierà un’incredibile scalata nel mondo del cinema, passo passo diventando anch’essa una celebrità.

Al contrario il divo del cinema muto, George Valentin, (interpretato magistralmente da Jean Dujardin che ha vinto l’Oscar come migliore attore) inizia a perdere notorietà, incalzato dall’arrivo del sonoro, e limitato dal suo orgoglio, rifiutandosi di prendere parte a questo nuovo modo di fare cinema, inizia per lui una parabola che lo porterà a toccare il fondo.

Il film è godibilissimo fino dai primi momenti e il regista ha avuto il pregio di sfruttare al meglio questo melange di vecchio e nuovo, ricostruendo poi quegli anni a livello scenografico in modo davvero convincente.

Le musiche come già detto sono semplicemente fantastiche, pur nella loro semplicità, riescono a evidenziare ogni momento della pellicola, che non ha tempi morti ma riesce a catalizzare l’attenzione dello spettatore per tutta la sua durata.

Non mi dilungherò oltremodo a parlare di questo film, ma sappiate che Oscar a parte (che non condivido appieno, ma tanto io conto quanto il 2 di picche, quindi…), The Artist rappresenta comunque un’ottima occasione per vedere un film diverso dalla norma, ma comunque capace di essere spiritoso, fine, e di stregare lo spettatore.

VOTO:

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6 risposte a Recensione THE ARTIST: Senza parole, in tutti i sensi, ma l’Oscar forse è troppo.

  1. anya78 ha detto:

    appena scar.. ehm… sto per vederlo anch’io ^^

  2. Pingback: Recensione GOD BLESS AMERICA: Davvero un buon film che fa anche riflettere su questi tempi cupi i cui viviamo. | prossimamenteneicinema

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