Recensione PUSS IN BOOTS (Il Gatto con gli stivali): Saranno forse i ricordi della giovinezza ormai passata, ma questo cartone animato “old school” mi è piaciuto un sacco.

Puss in Boots (Il Gatto con gli stivali)

Anno: 2011

Genere: animazione, avventura, commedia

Regia: Chris Miller

Cast: Antonio Banderas, Salma Hayek, Zach Galifianakis (doppiatori della versione originale, Banderas invece si è immolato in entrambe)

Nelle sale italiane: 17 dicembre 2011 (abbiate pazienza per il ritardo, I am human after all)

Trailer

Budget e Botteghino

Con un budget certo importante di ben 130 ML di $, Il Gatto con gli stivali non ha certamente deluso al botteghino, anzi.

Al momento infatti gli incassi sono di poco inferiori aa 536 ML di $.

Recensione e Trama

Nato come uno spin-off della celebre serie di Shrekdove il personaggio era stato recentemente introdotto, Il gatto con gli stivali è un cartone animato un pò atipico rispetto a quello che siamo stati abituati recentemente a sopportare in fatto di animazione. Il film racconta quindi fin dagli inizi la storia di un gattino che abbondonato, viene poi amabilmente adottato da una signora e viene ospitato in un orfanotrofio dove anno dopo anno cresce stringendo anche amicizia con Humpty Dumpty, l’uomo uovo, che non farà altro che ricambiare la sua amicizia tradendolo, con il risultato di costringerlo a scappare disonorando così anche la sua mamma adottiva che tante speranze aveva riposto in lui.

Dopo questo flashback che ripercorre i primi anni di vita del micio, la storia si focalizzerà su un nuovo incontro con l’infame Humpty Dumpty, e di come i due, di nuovo alleati, cercheranno di trovare i fagioli magici che, come leggenda vuole, permettono tramite una pianta gigantesca di arrivare fino oltre le nuvole, dove, in un castello incantato, un tempo regno di un gigante, si trova l’anatra dalle uova d’oro.

I nostri eroi, che per tutta la vita hanno cercato i fagioli magici, fino quasi a dubitare della loro esistenza, dovranno però prima di tutto reimpossessarsene rubandoli alla coppia di criminali composta da Jack & Jill (non quelli del pessimo film con Adam Sandler, ma anche quelli sono due criminali per aver partecipato a un progetto così brutto).

Questa è a grandi linee la trama del film, che, almeno nel mio caso, ha piacevolmnente risvegliato ricordi dei tempi andati e delle fiabe che sentivo quando ero ancora piccino e il mondo sembrava un posto davvero bello.

Il gatto con gli stivali, ringraziando Iddio, non ha nulla in comune con questi cartoni animati cui siamo stati abituati di recente, o meglio, ai quali almeno io non sono mai riuscito ad abituarmi, ma le nuove generazioni sono cresciuti con questa robaccia fatta di botte da orbi, azioni a velocità della luce e sopratutto combattimenti super dinamici che hanno come unico risultato di infastidirmi o nel migliore dei casi facilitare l’abbiocco serale.

Cerco di spiegarmi meglio, ho provato a vedere Kung Fu Panda II per fare un esempio recente, ma dopo 20 minuti l’ho cancellato, stanco di tutta quell’azione, quelle immagini esagerate, quelli scontri che mi rincoglioniscono più di una giornata di lavoro.

Bene, se anche voi siete stanchi di questo tipo di cartoni animati alla “Transformers“, questa opera della DreamWorks Animation (la casa cinematografica fondata da Steven Spielberg e David Geffen), farà proprio al caso vostro, rappresentando un’ottima proposta capace di piacere ai più piccoli così come ai più cresciutelli.

Last but not least, il film offre anche qualche momento comico garbato, che non fa altro che migliorare il giudizio finale.

Se non l’avete già visto e vi ritrovate nelle mie parole, ve ne consiglio la visione.

VOTO:

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2 risposte a Recensione PUSS IN BOOTS (Il Gatto con gli stivali): Saranno forse i ricordi della giovinezza ormai passata, ma questo cartone animato “old school” mi è piaciuto un sacco.

  1. anya78 ha detto:

    mi è piaciuto molto

  2. emiliano hackett ha detto:

    pure a me specie per i fagioli e la pianta, adorabile infine la paperella

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