Recensione THE SAMARITAN: Provaci ancora… Samuel.

The Samaritan

Anno: 2012

Genere: thriller

Regia: David Weaver

Cast: Samuel L. Jackson, Luke Kirby, Ruth Negga

Nelle sale italiane: 20 aprile in Uk, in Italia chissà…

Trailer

Budget e Botteghino

Non essendo stato ancora distribuito nei cinema al momento i cui scrivo non si hanno ovviamente dati degli incassi, mentre il budget sembra essere stato di circa 12 ML di $.

Recensione e Trama

La storia di questo film ha come protagonista Foley (Samuel L. Jackson), che dopo aver ucciso il suo miglior amico e socio in affari, e aver scontato la pena per tale crimine (25 anni), esce finalmente di  prigione con l’intenzione di rifarsi una nuova vita.

A rovinare i suoi bei programmi ci pensa il figlio del suo defunto amico e una giovane donna tanto che ben presto il nostro eroe si ritroverà invischiato in situazioni a dir poco pericolose.

Non posso addentrarmi oltre per quanto riguarda la trama, in quanto svelerei le poche sorprese disseminate qui e lì per la pellicola, ma vi basti sapere che The Samaritan è in qualche modo una brutta, per non dire pessima, copia del durissimo (ma anche bellissimo) film koreano OldBoy, che vanta per l’appunto una trama davvero simile, e non per nulla entrambi i film sono riadattamenti cinematografici tratti in qualche modo dalle tragedie greche.

Veniamo ora agli attori.

Mi spiace infierire su un attore amato come Samuel L. Jackson, ma ultimamente mi pare abbia cannato tutti i film in cui ha recitato, e seppur il fallimento di questa pellicola non sia certo tutta colpa sua, la sua prova non aggiunge nulla a un film recitato incredibilmente male e con una storia che non ci appassiona mai, incapace di costruire suspence o suscitare un qualsiasi interesse nello spettatore.

La trama come già detto è un misto di film già visti mescolati in un pentolone senza sapore, ma la cosa più fastidiosa di questa pellicola sono i dialoghi, che a volte rasentano il patetico, e gli intrecci che la storia ci “regala” sono purtroppo dello stesso livello se non addirittura inferiori.

Last but not least, l’interpretazione di Samuel L. Jackson, forse complice anche questa trama balorda e male eseguita, è dello stesso livello degli altri modesti attori che lo affiancano, e ho capito che in Pulp Fiction e qualche altro film in cui ha recitato ci ha fatto sognare, ma ogni tanto bisognerebbe anche riconfermarsi, non si può vivere di ricordi (unica eccezione negli ultimi anni potrebbe essere Django di Tarantino).

Se ancora non vi foste convinti ad evitare a piè pari questo sgorbio malforme di film, sappiate che anche la fine è dello stesso livello, senza senso, inutile, scontata: che pena!

Provaci ancora Samuel… ma la pazienza sta finendo e tra un pò se continui così non ti offriranno più neanche una parte in un Posto al sole (a patto che esista ancora, non sono aggiornato).

VOTO:

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