Recensione THE DEVIL INSIDE (L’altra faccia del diavolo): Era difficile fare peggio: un film imbarazzante.

The Devil Inside (L’altra Faccia del Diavolo)

Anno: 2012

Genere: horror

Regia: William Brent Bell

Cast: Fernanda Andrade, Simon Quarterman, Evan Helmuth, Ionut Grama

Nelle sale Italiane: 16 marzo

Trailer

Budget e Botteghino

Mica scemi i produttori di questo infimo filmaccio che non dovete assolutamente vedere: non si sa come ma con un budget risicato di solo 1 ML di $,  dopo un eccellente weekend d’apertura con 33 ML di $, in totale al momento sono riusciti a raccimulare ben 101 ML di $, cosa incredibile (specie se come me avete visto che di mondezza si tratti)!

Recensione e Trama

Ieri dopo una ventina di minuti che stavo vedendo il film avrei volentieri interrotto la visione, ma il solo pensiero di poterci  infierire il giorno dopo mi ha fatto desistere e mi ha dato la forza di continuare, così che alla fine sono riuscito a seguirlo fino alla fine.

Inanzitutto ancora complimenti ai produttori che hanno scommesso su un film orribile e improponibile ottendendo, come accennavo poco fa, risultati incredibilmente positivi.

Veniamo ora alla recensione vera e propria…

Girato come ormai spesso si usa nel genere horror, sotto forma di documentario in presa diretta, questa cacca di film racconta la storia di una bonazza italo -americana (Isabella Rossi, anche qui originalità a iosa), la cui madre (Maria Rossi!!!) anni addietro aveva brutalmente ucciso 3 persone, e tutti gli indizi portavano a una possessione demoniaca.

La giovine, alla ricerca della verità sui passati eventi mai davvero chiariti, decide quindi di realizzare questo film-documentario per avere maggiori elementi e addirittura si trasferisce nella mia bella Roma per sentire le testimonianze di un gruppo d’esorcisti (o presenti tali) e infine incontrare la madre ancora viva e rinchiusa in una casa di cura (una delle poche eccezioni che corrispondono alla realtà, se sei un assassino furioso e omicida ti mettono in una bella struttura, se muori di fame e rubi 2 mele, 5 anni di prigione, e chiave  di cioccolato, ma tant’è).

Arrivata nella città di Trilussa le cose iniziano a mettersi male, la giovane bonazza assiste a qualche esorcismo, e le cose poi iniziano a degenerare (ma neanche tanto alla fine).

I pazienti indemoniati, che come da classico ormai si contorgono come ossessi, sembrano in effetti (e io credo che lo siano davvero), ballerine snodate che hanno avuto incidenti alla spalla e riescono a farla uscire di sede e rimetterla a posto da soli, quindi effetti speciali con budget pari a un menu da fastfood.

Gli occhi rossi degli indemoniati sono quelli delle lenti a contatto da discoteca per fare un altro esempio, e lo stile è lo stesso per tutto il film, credo che la maggior del budget sia finito in cari hotels romani per la troupe e in qualche ristorante a Trastevere.

Tornando al fastfood, giudicando dalle loro prestazioni, si direbbe che molti degli attori impiegati in questo film (chiamiamolo così) trovatisi all’improvviso senza lavoro abbiano deciso di fare un drastico cambio di carriera, e eccoli qui a recitare, questo spiegherebbe la loro incompetenza che arriva a un livello che quasi infastidisce.

Avendo potuto “godere” della versione originale ho scoperto anche delle piccole chicche che ancor meglio danno un ‘idea di quanto sia inutile il film di cui stiamo parlando:

– Ogni attore che in teoria sarebbe italiano sfoggia livelli di inglese che neanche a Oxford, non c’e’ bisogno che vi dica quanto tutto ciò sia lontano dalla realtà

– Vediamo nurses che invece di apostrofare in romanaccio qualche barbaria dialettica, si esprimono in un ottimo inglese (seppur con un forte quanto ingiustificato) accento russo- dell’Est.

– Durante un esorcismo una delle indemoniate, in preda a spasmi etc etc dopo aver insultato in inglese (buono) e in italiano (stentato) i poveri preti, se ne esce con un “all’anima degli mortacci tua” (lo giuro), il che mi ha fatto anche fare una piccola risata.

Potrei continuare, ma sono a corto di aggettivi, definiamolo un film indegno per concludere, e sappiate che come menzionato sulla locandina, non è solo il Vaticano a non volere che vediate questo film, ma qualsiasi organismo almeno unicellulare penserebbe la stessa cosa, e certo non per ragioni religiose.

Veramente pessimo, gli dò anche mezzo voto in meno di Jack & Jill, che giustamente era poi stato dichiarato il peggior film del 2011.

Per il 2012 c’e ancora tempo e questo The Devil Inside (L’altra Faccia del Diavolo) si candida seriamente al titolo.

VOTO:

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