Recensione AFTERHOURS – PADANIA: Ogni qual volta esce un loro nuovo disco, è sempre un giorno importante.

Afterhours – Padania

Etichetta: Artist First.

Tracklist

“Metamorfosi”
“Terra di nessuno”
La tempesta è in arrivo
“Costruire per distruggere”
“Fosforo e blu”
Padania
“Ci sarà una bella luce”
“Messaggio promozionale n.1”
“Spreca una vita”
Nostro anche se ci fa male
“Giù nei tuoi occhi”
“Messaggio promozionale n.2”
“Io so chi sono”
“Iceberg”
“La terra promessa si scioglie di colpo”

Recensione

L’ultima volta che vidi gli Afterhours fu qui ad Amsterdam, in una piccola saletta del Paradiso (chiesa sconsacrata e storico locale super famoso dove fanno concerti e serate discoteca etc e c’ho visto il mondo durante gli anni).

Ai tempi stavano presentando la versione in inglese dell’album Ballate per piccole iene, e nonostante il 95% della gente venuta a vederli fosse composta da italiani, si ostinarono a cantare in inglese tutto il concerto, il che per me fu molto fastidioso in quanto intendo i concerti come un karaoke di lusso, e non avevo inoltre mai cagato la loro versione in inglese.

Dopo aver guadagnato facilmente la prima fila (qui non è come in Italia, la gente non si accalca e anche se arrivi all’ultimo momento riesci a inserirti davanti al palco), a metà concerto, stanco delle loro canzoni in inglese, li abbandonai per vedere la mia Roma in coppa Uefa (si chiamava ancora così ai tempi), che ovviamente fu poi eliminata.

Manuel Agnelli non è una persona molto simpatica, o forse lo è ma fa di tutto per nasconderlo.

Mi ricorderò sempre di un ragazzo che durante un momento di pausa tra il silenzio generale gli gridò “nudooo”, il che è di per sè una cretinata, ok, ma il signor Agnelli, piccato, gli urlò in risposta “stai zitto, cazzone”.

Fossi stato io quello che gli aveva gridato “nudo”, ad essere insultato così, davanti a tutti, mi sarei messo a probabilmente a piangere, o forse l’avrei aspettato fuori e gonfio di rabbia gli avrei tirato una busta di piscio fresco.

Fortunatamente non fui io il genio che gli disse “nudo”, e sopratutto Manuel Agnelli non ha il compito di diventare nostro amico, ma di fare buona musica, e ascoltando Padania, che vi devo dire, è sempre un piacere sapere che questi baldi giovani che hanno iniziato la loro carriera anni e anni fa (siamo al decimo disco) siano ancora in giro, e sopratutto abbiano ancora tante cose da dire e tanta energia da trasmettere.

Fin dal primo ascolto, Padania dà l’impressione di essere un disco venato di malinconia, che ben si sposa con la voce a volte un pò roca di Mr Agnelli.

D’altronde la vita in Padania non deve essere tanto felice, e non voglio fare il solito romano campanilista del tipo “c’avete solo la nebbia”, anche perchè io c’ho passato al mia infanzia in Padania, e ripensandoci ero tanto felice.

Ne parlavo tempo fa con un collega e anche lui mi diceva che aveva bei ricordi della sua infanzia in Padania, ma il presente, il presente ha ben altro sapore…ma forse la stessa legge si applica ovunque.

Detto questo lo stesso Agnelli parla di Padania come di «un titolo provocatorio che usa una terra che peraltro non esiste per parlare di una condizione interna, esistenziale dell’individuo»

Veniamo ora alle canzoni del disco.

Tra le più belle segnaliamo Padania, malinconica e con liriche davvero belle “Se un sogno si attacca come una colla all’anima tutto diventa vero tu invece no” oppure “Ha ancora un senso battersi contro un demone quando la dittatura è dentro te?”.

Il disco si diversifica offrendo canzoni più facili e catchy come Padania Terra di Nessuno tanto per fare qualche esempio, ma anche pezzi tiratissimi tipo Spreca una vita  o Fosforo e Blu con chitarre indiavolate.

Nel complesso possiamo dire che la maggior parte delle tracce sono arricchite da chitarre distorte suonate a mò di violino che mi ricordano molto i tempi di Quello che non c’e’, che non suonano necessariamente dure in ogni canzone e si avvalgono di tanti effetti di sottofondo già sentiti ma sempre piacevoli.

In conclusione, senza bisogno di spendere altre parole, se vi piacciono gli Afterhours dovreste assolutamente ascoltare questo disco, e se non ancora non li conoscete e non siete familiari alla loro musica, beh, meglio tardi che mai.

VOTO:

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