Recensione TO ROME WITH LOVE: Woody Allen a Roma, ormai purtroppo rincoglionito, realizza forse il peggior film della sua carriera.

   

To Rome with Love

Anno: 2012

Genere: commedia

Regia: Woody Allen

Cast: Woody Allen, Roberto Benigni, Alessandro Tiberi, Penelope Cruz, Alec Baldwin, Antonio Albanese, Alessandra Mastronardi, Ornella Muti, Flavio Parenti, Riccardo Scamarcio, Maria Rosaria Omaggio, Ninni Bruschetta, Giuliano Gemma, Donatella Finocchiaro, Judy Davis, Alison Pill, Corrado Fortuna, Simona Caparrini, Carol Alt etc etc

Nelle sale italiane: 20 aprile

Trailer

Budget e Botteghino

Non si hanno al momento notizie sul budget, mentre gli incassi, che riguardano solo il territorio italiano, sono fermi a circa 9 ML di $.

Recensione e Trama

Eccoci a parlare di una delle più cocenti delusioni di quest’anno cinematografico, che, chi l’avrebbe mai detto, annovera alla regia il mitico Woody Allen e riunisce nel cast, in tanti piccoli cameo, diversi esponenti del cinema italiano oltre a molti nomi di quello statunitense.

Purtroppo una cornice da sogno come quella di Roma, unita a questi attori e a uno dei registi più influenti degli ultimi decenni, non è riuscita a salvare questo film, che, per non essere troppo cattivi, nella migliore delle ipotesi ricorda addirittura gli ultimi capitoli di Manuale D’amore (filmaccio di per sè), e questo è già tutto dire.

La prima pecca di questo film è sicuramente da individuare nella scenografia e nella fotografia che non rendono davvero onore alla città eterna.

Non c’e’ alcuna poesia nelle immagini dirette da Allen, tanto che si ha più volte l’impressione di trovarsi in uno spot della Tim, e il confronto con Parigi, recentemente ritratta dallo stesso regista è semplicemente impietoso, quando invece credo che anche la mia bella città avrebbe avuto ben altro da mostrare.

Oltre a questo, il famoso traffico di Roma è completamente sparito, pare ci si trovi in una piccola cittadina di provincia più che nella capitale italiana, e il fatto che la pellicola sia stata girata sotto il solleone romano non è una giustificazione, Roma non è più deserta d’estate dagli anni 60 per intenderci, dai tempi di film come Il Sorpasso, che ben la descrivevano durante la bella stagione.

Ma quelli erano altri tempi, aihmè.

Veniamo ora alla storia vera e propria, che, purtroppo, ben si accosta a questa triste cornice appena descritta.

Non ci sono dialoghi interessanti nè spiritosi in questo film, e la pellicola si protrae con una sterile carrellata di personaggi che appaiono, dicono due minchiate e poi spariscono senza lasciare alcuna traccia.

Tra quelle narrate, la storia più imbarazzante è quella che ha come protagonista il nostro Benigni, un racconto davvero inutile che forse nella mente (ormai evidentemente provata) del regista doveva servire a raccontare la folle attrazione del pubblico italiano per i reality (come se poi noi fossimo i soli…), e vi ricordo che la Endemol, che ha ideato questi orribili format per la tv, è olandese.

La parte migliore, ma comunque scedente, è quella che ha per protagonista Jesse Eisenberg e Ellen Page, ma anche qui zero originalità, e sempre gli stessi stereotipi vecchi come il cucco, oltre a una Ellen Page che non credo fosse adatta a questa parte, in quanto non ha nulla di sexy o accattivante, caratteristiche che dovrebbero essere invece parte integrante del suo personaggio.

Probabilmente avevano scelto un’altra attrice, e in seguito al suo rifiuto, hanno ripiegato sulla Page.

Voglio spezzare una lancia per Alec Baldwin, che è forse l’unico a non deludere in questo filmaccio, recita infatti con gusto, ma anche qui il suo personaggio appare e scompare senza la minima logica dalla scena, manco fosse un film fatto da ragazzini.

Anche Penelope Cruz risulta simpatica in questo film, ma ripeto, non sono le performances di un paio di attori a salvare un film indegno come questo.

To Rome with Love nella sua esecuzione ricalca tutto il peggio del cinema italiano, tanto che mentre lo vedevo mi sono chiesto se davvero il regista americano avesse contribuito attivamente alla sua realizzazione, o se avesse invece delegato il tutto a qualche regista nostrano di secondo piano, mentre lui si abbioccava all’ombra stanco per il caldo ponentino d’agosto.

Potrei continuare, ma spero di aver comunque già reso l’idea, si tratta di un film per certi versi patetico, che manca di una vera storia e dei validi dialoghi che spesso salvano i film di Woody Allen.

Avrei schifato To Rome with Love anche se fosse stato diretto da un regista esordiente, figuriamoci con Woody Allen alla regia.

Davvero pietoso.

VOTO:

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