Recensione LOCKOUT : Tutto più o meno già visto ma almeno non ci si annoia e il film non richiede vaste porzioni di materia celebrale per essere apprezzato.

Lockout

Anno: 2012

Genere: azione, thriller, fantascienza

Regia: James Mather, Stephen St. Leger

Cast: Guy Pearce, Maggie Grace, Vincent Regan, Joseph Gilgun, Peter Stormare

Nelle sale italiane: 25 luglio

Trailer

Budget e Botteghino

Costato circa 20 ML di $, Lockout ne ha incassati 14 nel primo weekend di programmazione.

Al momento gli incassi totali sono di poco superiori a 25,5 ML di $.

Recensione e Trama

L’idea di questo film ambientato in un prossimo futuro, è abbastanza semplice e seppur non abbia invero proprio nulla in comune con il cult movie che sto per citare, mi ha ricordato 1997 Fuga da New York se non altro per il fatto che anche lì veniva spedito un prigioniero a recuperare il presidente degli Stati Uniti ostaggio di un gruppo di criminali.

Qui al posto del presidente abbiamo invece la figlia, e invece della prigione a cielo aperto allestita nell’isola di Manhattam abbiamo un carcere mega tecnologico realizzato su una sonda spaziale dove sono rinchiusi tutti i più pericolosi criminali.

Per questa “originalissima” idea dobbiamo ringraziare l’ormai modesto Luc Besson, che da qualche tempo scrive sceneggiature scopiazzate da film del passato (ad esempio Colombiana che pare una brutta copia di Nikita) e anche nel caso di Lockout non ha certo realizzato un capolavoro.

Il film oltre a molta azione, sparatorie e un pochino di thriller (ma poco eh!) qui e lì offre anche le fantastiche freddure da parte di Guy Pearce, che non migliorano il film ma di quando in quando ci fanno appena sorridere.

Oltre a Guy Pearce che interpreta dicevamo un coatto gigione che dovrà immolarsi nel salvataggio della first daughter (interpretata da Maggie Grace che già avevamo visto in Lost e più recentemente in Taken, di cui presto uscirà un nuovo capitolo), il film si basa più che altra su fughe, inseguimenti e sparatorie, contando anche su effetti speciali che sanno essere validi solo in alcuni casi.

In una delle prime scene del film, tanto per fare un esempio, quando l’eroe di turno (Snow/Guy Pearce) racconta alla polizia quello che gli era successo poco prima, gli effetti speciali durante un inseguimento in moto sono così pessimi da farci pensare di trovarci in un videogioco anni 80, e seppur durante il proseguimento del film difficilmente si tocchino livelli così bassi, possiamo dire che gli effetti speciali non siano proprio il punto di forza di questa pellicola francese.

Film da cestinare completamente, vi chiederete voi?

Lungi dall’essere un capolavoro di scifi o dal proporre qualcosa di originale, Lockout nel complesso non è un filmaccio, l’importante è che sappiate bene cosa aspettarvi.

A volte ci vogliono anche i film da vedere a cervello spento, dove basta la ricettività mentale di una cavalletta nana per seguire quel che succede, e se avete avuto una giornata stancante e volete solo rilassarvi con qualcosa di leggero e innocuo ma che non annoi, questo film potrebbe essere il giusto compromesso prima di accomodarvi comodi comodi tra le braccia di Morfeo.

VOTO:

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