Recensione DIAZ (Don’t Clean Up This Blood ): Un film necessario, duro e pesante quasi quanto le aberranti violenze commesse in quei giorni dalle forze dell’ordine.

 

Diaz (Don’t Clean Up This Blood)

Anno: 2012

Genere: dramma

Regia: Daniele Vicari

Cast: Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano,

Nelle sale italiane: 13 aprile

Trailer

Budget e Botteghino

Costato circa 6,5 ML di euro, gli incassi sfiorano invece i 2 ML.

Recensione e Trama

Se avete dimenticato, o al momento in cui accaddero questi fatti non vi siete documentati a dovere sugli eventi che caratterizzarono il G8 di Genova del 2012, questo film semplicemente vi sconvolgerà.

Sono abituato a film duri, a horror violenti che ti lasciano il segno, ma le terribili scene di violenza documentate in questo film sono così crude e dure (e reali) che durante i lunghi minuti in cui la polizia picchia selvaggiamente persone innocenti, non può che mancarci il respiro, come se stessimo subendo noi stessi i pugni e le manganellate in faccia che si vedono sullo schermo.

Diaz (Don’t Clean Up This Blood) racconta quindi i giorni che seguirono la morte del giovane Carlo Giuliani, concentrandosi sul barbaro attacco che fu disposto contro la scuola Diaz, dove si credeva ci fossero rappresentanti dei Black Block o altre fazioni armate e in cerca di scontri, cosa invece assolutamente errata.

Io stesso, mentre guardavo il film e la mia ragazza infastidita dalla troppa violenza si allontanava, sostenevo “ma dai, avranno un pò esagerato, ti pare che degli esseri umani, per di più in divisa, siano capace di commettere crimini e torture del genere?”

Purtroppo mi sbagliavo e di grosso, in quanto il film non esagera per nulla e quello che vedete è successo davvero, dato che come si legge nei titoli di coda, la pellicola è tristemente ispirata agli atti processuali,  e gli autori hanno ritratto cose abominevoli che sono amaramente accadute davvero, cosa di cui tuttora non riesco a farmi una ragione.

Per tornare alla trama, il film viene raccontato servendosi delle storie di alcuni ragazzi stranieri, di un giornalista di un quotidiano di centro destra (Elio Germano) che dopo la morte di Giuliani decide di recarsi a Genova per documentare quello che stava succedendo, e persino tramite il punto di vista di un poliziotto, interpretato invece da Claudio Santamaria.

In conclusione, a codesti balordi appartenenti alle forze dell’ordine, molti dei quali mai identificati nè puniti per i reati commessi alla Diaz, auguro torture medievali e sofferenze indicibili, ma anche incubi senza fine che possano accompagnarli fino alla loro lenta morte.

La frase sulla copertina del film dice già molto:

La più grave sospensione dei diritti umani in un paese democratico dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Da vedere per non dimenticare.

VOTO: 

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