Recensione THAT’S MY BOY (Indovina perché ti odio): Commedia a tratti demenziale ma anche divertente.

That’s My Boy (Indovina perché ti odio)

Anno: 2012

Genere: commedia

Regia: David Caspe

Cast: Adam Sandler, Andy Samberg, Leighton Meester, James Caan, Susan Sarandon

Nelle sale italiane: 18 ottobre

Trailer ENG

Budget e Botteghino

Per un budget che è stimato essere di circa 70 ML di $, al momento gli incassi sono fermi a poco meno di 37 ML di $.

Recensione e Trama

Non scopro certo l’acqua calda dicendo che Adam Sandler non è molto amato nè apprezzato da noi.

La cosa credo un pò dipenda dal tipo di humour, nulla di ricercato per carità, anzi, ma spesso la traduzione italiana rovina molte battute, che sono poi in realtà spesso semplicemente intraducibili.

C’e’ da dire che negli ultimi anni il livello di qualità dei suoi film, in generale già non eccelso, si è ulteriormente abbassato, e questo certo non aiuta.

Mi rendo conto quindi di essere una mosca bianca, però confesso al contrario di non avere antipatia per questo attore, e devo anzi dire che questo film, pur essendo in alcuni momenti esagerato e a volte anche disgustoso (e mi riferisco alla scena delle pippe e dei fazzolettini appiccicaticci, vi basti questo…), mi ha fatto comunque ridere in più di qualche occasione, seppur non possa garantirvi lo stesso effetto se avrete la briga di vederlo in italiano.

Fin dai primi minuti ci sono occasioni per ridere, quando ci viene raccontata la storia del piccolo Donny (Adam Sandler) che da piccolo riesce a coronare uno dei sogni erotici più classici, quello cioè di fare sesso con la sua maestra…

Durante una recita scolastica verranno scoperti da tutta la scuola, con il risultato per Donny di diventare un idolo e persino di approdare in televisione, mentre la maestra verrà condannata a 30 anni, dopo aver anche avuto un figlio dal ragazzino prodigio…

Dopo questo prequel la storia riprende ai giorni nostri quando Donny, bisognoso di soldi, e dopo anni senza aver avuto alcun contatto con il figlio (che tiene nascosto a tutti di avere Donny come padre), decide di ripiombare nella sua vita proprio pochi giorni prima del suo matrimonio, sconvolgendogli la vita.

Rispetto a Un weekend da Bamboccioni (Grown Ups) si sono fatti sicuramente dei passi avanti e come accennavo, il film, pur se scemo e demenziale in diversi frangenti, almeno personalmente mi ha fatto ridacchiare qua e là, ragion per cui, anche se chi lo vedrà in italiano probabilmente non la penserà come me, e mi insulterà leggendo questa recensione, io azzardo e gli dò persino un 6.

Per gli amanti delle commedie americane e grossolane.

VOTO:

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