Recensione DJANGO UNCHAINED: Un bel film arricchito da attori e dialoghi davvero di alto livello.

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U.S.A.

Django Unchained

Anno: 2012

Genere: azione, dramma, western

Regia: Quentin Tarantino

Cast: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Samuel L. Jackson, Jonah Hill, Quentin Tarantino, Franco Nero, Kerry Washington

Nelle sale italiane: 17 gennaio

Trailer ITA

Budget e Botteghino

L’ultimo film di Tarantino ha incassato circa 30 ML di $ nel primo weekend di programmazione in Usa, un buon incasso ma niente di eccezionale, potremmo aggiungere, per un totale che al momento si aggira su circa 106 ML di $.

Il fim deve ancora essere distribuito nel resto del mondo e il budget è stimato in circa 100 ML di $,

Recensione e Trama

Di ritorno dopo un mese esatto (pensavate che non sarei più riapparso, eh?), e invece eccoci qui a celebrare l’inizio del 2013 su prossimamenteneicinema con il botto, presentandovi la recensione dell’attesissimo nuovo film di Quentin Tarantino, che ve lo anticipo subito, non sarà forse ai livelli di Pulp Fiction (ormai inarrivabile anche per lo stesso Tarantino), ma non manca di offrirci 3 ore di gran cinema.

La storia di Django Unchianed è piuttosto semplice e racconta di un cacciatore di taglie (un superbo Christoph Waltz nei panni del Dr. King Schultz) che libera dalla schiavitù Django (Jamie Foxx) e insieme decidono di salvare e liberare la moglie di quest’ultimo, impiegata come schiava in una piantagione in Mississippi, il cui proprietario è uno spietato quanto razzista e sadico signorotto interpretato con maestria da Leonardo DiCaprio.

E’ facile stare dalla parte di questi due giustizieri, pur coinvolti in omicidi vari, fin da subito vengono dipinti come personaggi positivi, e qui mi ripeto, grazie sopratutto alla bravura e alla simpatia coinvolgente del personaggio di Waltz, che da solo vale il prezzo del biglietto del cinema.

La bellezza di questo film non risiede però a mio parere nella storia, che come ben sapete è tra l’altro ispirata alla pellicola degli anni 70 che vide tra i protagonisti anche Franco Nero, qui richiamato in una piccola parte, ma sopratutto nella bravura dagli attori protagonisti, che fanno nel complesso un lavoro davvero suberbo.

Oltre a Christoph Waltz, vera ciliegina sulla torta di Django Unchained, potrei aggiungere che anche lo stesso Django viene interpretato con sapienza da Jamie Foxx.

Stesso discorso per Leonardo DiCaprio, che impersona benissimo il padrone schiavista e maligno con il quale i nostri due protagonisti dovranno confrontarsi nel finale, ma tra tutti come non citare Samuel L. Jackson, che nel ruolo del vecchio e fedele maggiordomo del personaggio di DiCaprio, si erge a serio condidato per un Oscar come miglior attore non protagonista.

Come consuetudine poi per le pellicole di Tarantino, la colonna sonora ha una parte importante nel film, e oltre a proporre diversi brani in stile western, annovera alcune perle, tra queste la canzone di Jim Croce – I Got a Name, che già conoscevo in quanto pare abbia ispirato Interstate Love Song degli Stone Temple Pilots, e sulle cui note scorrono immagini bellissime, accompagnandoci proprio quando i nostri eroi decidono di mettersi in cammino per questo viaggio tra panorami bellissimi, un mix che non potrà aver altro effetto se non quello di farvela prendere benissimo.

Presente anche una canzone in italiano di Elisa, Ancora Qui, la cui musica originale è del maestro Ennio Morricone, che ha contribuito a questo film del regista cult americano regalando diverse melodie.

Che dire poi della regia da parte di Tarantino?

In Django Unchained ci sono certo tanti momenti pulp e anche tanta violenza, quasi mai gratuita oso aggiungere, ma anche immagini di una bellezza sorprendente, che definirei poetica, tra queste voglio menzionare quella in cui il sangue spruzzato da un corpo appena colpito da un proiettile arriva a macchiare il bianco del cotone di una piantagione, detto così non sembra un granchè ma vedetevi il film e capirete.

Sono tanti brevi momenti di grande cinema che costellano Django Unchained, e dai quali si evince come Tarantino non sia diventato un regista di successo per caso, e la riprova della sua bravura traspare anche dai dialoghi, spesso fantastici, che ci accompagnano per tutto il film, aggiungendo classe, se mai ce ne fosse bisogno, a una pellicola esteticamente già molto bella.

Concludendo, nel complesso Django Unchained è una pellicola che consiglio a chiunque sia appassionato di cinema, e dalla quale c’è probabilmente da imparare, anche per i tanti, come me, che apprezzavano di più il primo Tarantino di Pulp Fiction e Reservoir Dogs.

VOTO: 8

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Una risposta a Recensione DJANGO UNCHAINED: Un bel film arricchito da attori e dialoghi davvero di alto livello.

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