Recensione THE MAN FROM THE IRON FISTS (L’uomo con i pugni di ferro): Non ci si poteva aspettare molto di più se alla regia c’è uno che si chiama RZA…

the man with the iron fists - l'uomo con i pugni di ferro poster - locandina

U.S.A.  Hong-Kong_flag

The man from the Iron Fists – L’uomo con i pugni di ferro

Anno: 2012

Genere: azione

Regia: RZA

Cast: Russell Crowe, Cung Le, Lucy Liu

Nelle sale italiane: 28 febbraio

Trailer ITA

Budget e Botteghino

Costato 15 ML di $, come è giusto che sia gli incassi per questo film non sono certo stati esaltanti.

Siamo fermi infatti a 19,5 ML di $.

Recensione e Trama

Abbiate pazienza ma visto che il tempo è denaro non mi prodigherò più di tanto nel recensire questo modesto film, che ruba a destra e a manca senza però riuscire a regalare un risultato accettabile per lo spettatore, che dovrà subire una storia vista e rivista, e per lo più fatta male.

In poche parole la trama racconta di un gruppo di guerrieri alla ricerca di un tesoro che dovrà scontrarsi con altri guerrieri con il risultato per il povero spettatore di continui combattimenti senza logica né interesse, e qualche smembramento qua e là a condire il tutto.

Tra le varie violenze alle quali potrete assistere se sarete così sciocchi da recarvi a vedere questo filmaccio confusionario, ovviamente la principale è quella in cui tale RZA, che è poi anche il regista e il famigerato che ha scritto anche la storia, nei panni di Blacksmith, si vedrà amputare entrambe le mani, per poi ovviamente, come il titolo suggerisce, vedersele ricostruire in metallo, diventando così una specie di guerriero invincibile.

Menzioniamo anche la presenza di Eli Roth (il regista di Hostel) giusto perché ha collaborato alla sceneggiatura, ma il suo unico contributo credo sia espresso nelle amputazioni e violenze varie che costellano la pellicola, pur senza aggiungere brio o interesse al film.

C’e’ una dimensione quasi fumettistica che caratterizza L’uomo con i pugni di ferro pur senza poterne giustificare il fallimento.

Tra gli attori citiamo invece oltre a Lucy Liu anche Russell Crowe, che vediamo nel mezzo di questo pandemonio e che fa il suo, ma qui non si tratta tanto del cast, quanto della trama e della storia che sono quasi assenti, con dialoghi approssimativi, quindi neanche un cast da Oscar avrebbe potuto salvarlo.

Ciò che resta sono questi combattimenti multipli che caratterizzano il film per tutta la sua durata, ma invece di emozionare o rendere partecipe lo spettatore, piuttosto lo annoiano a morte.

Il titolo non lasciava presagire nulla di positivo, ma sappiate che il film è se possibile persino peggiore di qualsiasi aspettativa negativa.

Se vi piacciono i film con ambientazione cinese-medievale, evitate assolutamente questo L’uomo con i pugni di ferro e piuttosto vedetevi La Congiura della Pietra Nera, che è già di per sé un buon film, ma paragonato a questa mega ciofecona insulsa (e ripeto noiosa), è un capolavoro d’altri tempi di una bellezza pura quanto rara.

Siete stati avvertiti, poi fate come volete.

VOTO: 412

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