Recensione LA FINE DEL MONDO (THE WORLD’S END): Bella l’idea di base, un pò troppo confuso il risultato finale.

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The World ‘s End (La fine del mondo)

Anno: 2013

Genere: azione, commedia, fantascienza

Regia: Edgar Wright

Cast: Simon Pegg, Nick Frost, Martin Freeman, Rosamund Pike, Pierce Brosnan

Nelle sale italiane: 26 settembre

Trailer ENG con sottotitoli italiani

Budget e Box Office

Con un budget stimato in circa 20 ML di $, il film ha da poco superato i 21,7 ML di incasso.

Recensione e Trama

The World ‘s End è ormai il terzo film di questa particolare trilogia che vede protagonisti il gruppo di attori inglesi capitanato da Simon Pegg e Nick Frost, diretti anche questa volta da Edgar Wright, e che già ci avevano fatto ridere con Shaun Of The Dead e Hot Fuzz.

In questo terzo, e presumibilmente ultimo capitolo, i baldi inglesotti si trovano a dover fronteggiare un gruppo di alieni o simili che hanno intenzione di rimpiazzare ogni essere umano sostituendolo con dei robots, con il fine ultimo di impossessarsi del nostro pianeta.

Ma facciamo un passo indietro.

Il film offre proprio nei primi minuti i momenti migliori, con Simon Pegg, che racconta di quando erano giovani e cercarono di fare il giro di 12 pubs, senza però riuscirci.

Il film ci mette subito di buon umore con la voce fuori campo che narra il tutto e ci prepara agli eventi odierni, quando Gary King (Simon Pegg per l’appunto), mezzo fallito, va a ricontattare gli amici di una volta per poter tentare il mitico tour dei 12 pubs, con lo scopo di finalmente riuscire a concludere l’impresa bevendo l’ultima birra nel World’End (questo il nome dell’ultimo pub che chiudeva il giro).

Riuscito a convincere i suoi compagni di sbronza di un tempo, si immoleranno quindi nel tentare di bissare l’esperienza fallita anni or sono, questa volta con lo scopo di arrivare fino al World’s End.

Una volta giunti sul luogo del delitto, si accorgono che le cose sono cambiate, l’atmosfera nei pubs è ben diversa, e i baristi neanche si ricordano di Gary King.

Sono davvero cambiati così tanto, o è la prospettiva da parte loro che è cambiata?

I simpatici ubriaconi non avranno però tempo di rispondere a queste domande in quanto ben presto scopriranno che la cittadina di Newton Haven è ormai stata invasa da un gruppo di alieni, che come dicevano, sta rimpiazzando ogni individuo con dei sosia robot, tanto che i nostri eroi si troveranno di fronte a una scelta difficilissima: salvare il mondo o cercare di terminare l’impresa iniziata tanti anni prima e mai riuscita?

Ovviamente cercheranno di fare entrambe le cose, cercando di scappare da questa terribile minaccia ma allo stesso tempo senza dimenticare di visitare ogni pub sulla lista, facendo scorrere fiumi e fiumi di birra.

Raccontata, a fatica, la trama, veniamo al mio personalissimo parere sul film.

Osannato da molti su internet come addirittura il miglior film della suddetta trilogia, io, che ho simpatia per gli inglesi in generale, e apprezzo il loro humour, ma che non è che mi fossi strappato i capelli per i film precedenti, sono rimasto impressionato dal questo The World ‘s End sopratutto per l’originalità della trama, più che per come poi il film si sviluppa.

E’ molto carina l’idea del giro dei pubs e delle riminiscenze del passato, ma da quando, dopo circa mezz’ora di film, gli alieni entrano in gioco, a mio parere il film diventa un minestrone confuso e scialbo, che si concentra più sull’azione e gli effetti speciali che sulla comicità, comunque a tratti presente grazie alle situazioni più assurde che si verranno a creare.

L’originalità di cui parlo si riferisce poi sopratutto al giro dei 12 pubs, perché volendo essere critici, ma poi neanche tanto, se togliamo gli alieni e mettiamo gli zombies ecco che le similitudini con il primo film sono davvero tante.

Nel complesso The World ‘s End non è malaccio, e ci fa sorridere in qualche occasione grazie ai buontemponi che lo animano, ma lo consiglio più che altro a coloro che sono particolarmente affezionati ai primi due capitoli, piuttosto che a chi fosse in cerca di una commedia sui generis, perché alla fine The World ‘s End questo è, una commedia, e io tutte queste risate non è che me le sia fatte, immaginatevi voi che lo vedrete in italiano dove molte battute perdono anche efficacia con la traduzione.

VOTO: 612

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