Recensione SOLE A CATINELLE: Ma non doveva essere il miglior film di Zalone? A me SOLE A CATINELLE non ha fatto ridere.

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Bandiera Italia

Sole a Catinelle

Anno: 2013

Genere: commedia

Regia: Gennaro Nunziante

Cast: Checco Zalone, Aurore Erguy, Orsetta De Rossi, Miriam Dalmazio

Nelle sale italiane: 31 ottobre

Trailer

Budget e Box Office

Come tutti ben sapete in quanto non l’hanno certo tenuto nascosto, il film ha incassato circa 20 ML di euro nel primo weekend di programmazione, record assoluto per il Belpaese.

Recensione e Trama

Come non spendere due parole sul nuovo film di Checco Zalone, l’uomo che ha resuscitato il cinema italiano con incassi da blockbuster americano?

E infatti eccomi qui con la recensione del suo nuovo film, che a giudicare dagli incassi, molti di voi avranno già visto.

Comincio subito col dire che questo film non mi ha fatto particolarmente ridere, e che anzi, mi erano piaciuti di più i primi due film, ma pare che tutto il resto del mondo, la critica, il pubblico, la pensino in maniera ben diversa, tanto da definire Sole a Catinelle il film più maturo del comico pugliese.

Con tutte queste premesse, appena ho potuto, visto che pur con la loro semplicità mi ero fatto delle belle risate con i due film precedenti, mi sono dedicato alla visione, che però, a differenza della quasi totalità del mondo pensante, non mi ha lasciato granché soddisfatto.

La storia, come già saprete, gira tutta attorno a una promessa di Checco Zalone fatta al figlio, in cui promette di regalargli una vacanza nel caso quest’ultimo riuscisse ad avere tutti 10 in pagella.

Purtroppo per Checco, il figlio, nonostante il fresco divorzio tra i genitori, riesce ad ottenere il grande risultato, costringendo così il padre a portarlo in giro, dapprima cercando di svangarla a casa di una zia in Molise, fino a quando non incontrerà una ricca signora (dal fastidioso accento francese), che, complice il figlio a cui Zalone riesce a far ritrovare la parola, si accolla letteralmente il povero venditore di aspirapolvere portandoselo in giro in locali chic, yachts, a Portofino, insomma, facendo scoprire a lui e al figlio la bella vita.

Tornando al mio modesto parere, oltre a non avermi fatto ridere, al massimo qualche sorrisetto qua e là, ma niente di più, ho trovato la trama davvero confusionaria, succedono troppe cose in poco tempo, e in questa sua ultima fatica anche le tipiche canzoncine che lo avevano reso famoso sono quasi sparite, e le poche che ancora sono presenti mi sono sembrate davvero inferiori, e anche qui nemmeno l’ombra di una risata.

Insomma, non è perché voglia fare la mosca bianca e andare per forza contro corrente, ma non sono rimasto per niente impressionato da questo ultimo film di Zalone, e pertanto non posso proprio consigliarvelo.

VOTO: 5

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