Recensione HOURS: Paul Walker ci riprova, e il risultato è migliore di VEHICLE 19 (ma ci voleva poco).

Hours-Poster locandina

U.S.A.

Hours

Anno: 2013

Genere: dramma, thriller

Regia:  Eric Heisserer

Cast: Genesis Rodriguez, Paul Walker, Nick Gomez, Kesha Bullard

Nelle sale italiane: esce il 12 dicembre in Usa, quindi per il nostro paese toccherà avere pazienza

Trailer ENG

Budget e Box Office

Come anticipato, il film non è ancora stato distribuito mentre il budget è stimato in 4 ML di $.

Recensione e Trama

Eccoci a commentare un nuovo tentativo da parte di Paul Walker (Fast and Furious e compagnia bella), che (ri)prova a mettersi in gioco in un ruolo un pò differente da quello interpretato nelle pellicole con Vin Diesel.

Di recente abbiamo infatti visto un altro film con il signor Walker, che in realtà non è che ci avesse entusiasmato, anzi, Vehicle 19 era piuttosto scialbo e insoddisfacente, ma bisogna riconoscere che almeno il giovane belloccio ci prova a fare qualcosa di diverso, il che va già di per sè apprezzato, a differenza di tanti illustri colleghi (su tutti, per fare un esempio, Jason Statham), che fa lo stesso personaggio da 27 film, o forse più.

Tornando al film in questione, questo Hours, racconta della battaglia da parte di Nolan (nei cui panni troviamo appunto Paul Walker), padre di una bimba appena nata, che rimasto praticamente solo in un ospedale durante l’uragano Katrina, lotta contro il tempo e spende ogni sua energia per far si che la figlia sopravviva le prime 48 ore nell’incubatrice.

Con la perenne minaccia che l’elettricità lo abbandoni, dopo aver anche perso l’amata moglie proprio durante il parto, Nolan si troverà ad affrontare ogni tipo di difficoltà e imprevisto, e visti i ritardi da parte dei soccorsi, dovrà per ben 2 giorni cercare di sopravvivere senza viveri, e con problemi di ogni tipo, non avendo la benché minima assistenza di personale ospedaliero.

In questa situazione, avrà grande rilevanza un generatore che Nolan userà per ricaricare la batteria dell’incubatrice, con il piccolo problema che sarà costretto a ricaricarla con una simpatica manovella ogni 3 minuti (e col passare del tempo si arriverà fino al minuto e mezzo, scaricandosi il macchinario in maniera progressiva), il tutto per far si che l’incubatrice rimanga in funzione il tempo necessario affinché la bimba cominci a respirare da sola.

Oltre a questa sfida continua, che non solo lo sfiancherà, ma che lo costringerà a non allontanarsi mai dall’incubatrice durante la sua ricerca di aiuto dall’esterno per più di un paio di minuti, vedremo Nolan ricordare il passato con la moglie e barcamenarsi in situazioni sempre differenti, arrivando a fare di tutto, pur di proteggere la figlia.

Se avrei evitato le scene in cui il protagonista ricorda i momenti felici con la moglie appena scomparsa, devo dire che l’espediente della manovella, per quanto strambo, fa il suo effetto, sicché durante il film non ci si annoia mai, succede sempre qualcosa e la tensione resta in qualche modo presente fino alla fine, il che per un film di questo tipo è già molto.

In conclusione, come a scuola, un 6, piuttosto che magari un più coerente 5 e ½, per premiare l’impegno di Paul Walker di cimentarsi in ruoli diversi (o forse sta semplicemente racimolando i dindi per una nuova villa a Malibù)?

VOTO: 6

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