Recensione CABIN FEVER – PATIENT ZERO: C’è sicuramente di peggio. Da vedere soprattutto se amate questo filone, ma non solo.

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U.S.A.

Cabin Fever – Patient Zero

Anno: 2014

Genere: horror

Regia: Kaare Andrews

Cast: Sean Astin, Currie Graham, Ryan Donowho, Brando Eaton

Nelle sale italiane: tutto tace, come sempre, quando i film sono freschi freschi

Trailer ENG

Budget e Box Office

Non si hanno notizie non essendo ancora stato distribuito il film in alcun paese.

Recensione e Trama

Dopo il primo capitolo di Cabin Fever, apprezzato dai più, e il secondo, schifato da molti, eccoci dunque al terzo capitolo che è più che altro un prequel, dato che come si evince chiaramente dal titolo, racconta del primo paziente infettato da questa terribile piaga.

Gli eventi raccontano di un gruppo di amici che si fa allegramente un giretto in barca nel mar dei Caraibi, (il film è infatti ambientato nella Repubblica Dominicana, o almeno è lì che è stato girato), e verso sera hanno la brillante idea di farsi lasciare in un’isoletta deserta, dove passeranno la notte facendosi ricchi cannoni e sorseggiando birrette.

La sfiga galattica che li accompagna vuole che proprio su tale isoletta, che disabitata in realtà non è, si celi un laboratorio, dove un paio di dottoresse bonazze e un dottore pazzoide stanno cercando di trovare la cura per un male appena isolato (sempre la stessa fever ovviamente), servendosi anche del sopracitato paziente zero, portatore sano di questa infezione.

I problemi iniziano quando due dei ragazzotti del gruppo si vanno a fare una bella nuotata, e essendo l’acqua infetta, contraggono in men che non si dica la terribile malattia, iniziando così a coprirsi di piaghe inizialmente lievi, ma che ben presto li lasceranno scarnificati e in preda a terribili dolori oltre che a morte sicura.

Gli altri due, vedendo i loro amici in queste condizioni cercano allora aiuto, e loro malgrado si imbattono nel laboratorio (dove nel frattempo il virus ha già contagiato quasi tutti), e da questo momento il caos è totale, ben potete immaginare come si mettano le cose per i nostri baldi giovani, cioè di certo non bene.

Non svelo altri momenti del film per evitare spoilers, ma c’è da dire che pur non avendomi esaltato, Cabin Fever – Patient Zero ha anche qualche pregio da non sottovalutare.

Per esempio potremmo dire che pur non presentando nessuna novità sul genere, anzi scopiazzando come tutti tra film vecchi e nuovi del filone horror,  Cabin Fever – Patient Zero difficilmente annoia, e pur non offrendo momenti di suspense particolari, specie verso la fine, riesce nell’obiettivo di intrattenere lo spettatore.

Un’altra piccola chicca presente nel film è forse quello che potremo definire come uno dei combattimenti tra donne più sanguinosi e violenti che si siano mai visti nella storia del cinema, una lotta tra infette dal virus che perdono pezzi come fossero bucce di mandarino, e che nel gore più totale se le danno fino all’ultimo respiro.

Se amate il genere solo per questi 5 minuti potreste considerare di vedere il film.

Gli effetti speciali poi non sono malaccio, quindi questo è un altro motivo per dedicare un paio di orette a Cabin Fever – Patient Zero.

Per il resto come accennavo, non è che ci sia da stropicciarsi gli occhi per lo stupore e la gioia vedendo questa pellicola, ma tenendo conto anche degli ultimi fotogrammi, che in qualche modo ricollegano il film ai suoi predecessori, se amate il genere horror, e ancor di più se vi era piaciuto il primo film della serie, pur essendo molto diverso (qui il cabin nel titolo non si vede mai, a meno di non voler pensare che sia una tenda da campeggio, e tutta l’ambientazione cambia), anche quest’ultimo potrebbe non deludervi.

VOTO: 6

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