Recensione HER (LEI): Una storia d’amore moderna, un altro filmone con Joaquin Phoenix.

her LEI POSTER LOCANDINA

U.S.A.

Her

Anno: 2013

Genere: dramma, romantico, fantascienza

Regia: Spike Jonze

Cast: Joaquin Phoenix, Amy Adams, Scarlett Johansson, Rooney Mara, Olivia Wilde

Nelle sale italiane: 13 marzo

Trailer ITA

Budget e Box Office

Non si conosce quale sia il budget mentre gli incassi al momento sfiorano i 23 ML di $.

Recensione e Trama

Quale migliore occasione di San Valentino (che ovviamente schifo e snobbo, però facciamo finta di nulla…) per recensire un film bellissimo che racconta una bella e originale storia d’amore?

Oggi parliamo quindi di Her con Joaquin Phoenix, diretto e scritto da Spike Jonze, che tanto per fare un nome a caso era il regista di Being John Malkovich (Essere John Malkovich), insomma non proprio pizza e fichi, anche se c’è da dire che in quel caso il merito andava diviso anche con Charlie Kaufman, lo sceneggiatore dell’ottimo film del 1999.

Her è ambientato in una Los Angeles del futuro, non sappiamo esattamente quando, ma la metropoli appare quasi ovattata e tranquilla pur nel suo usuale caos.

Sarà stata forse l’intenzione del regista, o semplicemente una coincidenza, o ancora una mia errata interpretazione, ma nel film, nelle scene in esterno, è quasi impossibile vedere gruppi di persone insieme, tanto che il futuro disegnato da Jonze pare essere caratterizzato dall’individualismo più spiccato, il che sarebbe anche una conseguenza logica dei tempi orribili in cui viviamo.

Se ai giorni nostri sono tutti occupati a scriversi tramite social media, parlando con gente lontana e spesso sconosciuta, facendosi le pippe su video chat a migliaia di km di distanza, nel futuro raccontato in Her, Theodore (Joaquin Phoenix), scrittore solitario appena uscito dalla fine di una relazione, decide di farsi un regalo e per tenersi compagnia si compra quello che viene pubblicizzato come il primo sistema operativo dotato di intelligenza propria, o meglio, qualcosa di più di un sistema operativo, una coscienza vera e propria.

Dopo aver risposto a qualche domanda base per settare il sistema, pronti e via, auricolare con sé sull’orecchio, inizia questa nuova esperienza, e poco alla volta Theodore imparerà a stringere una sorta di rapporto con questa entità, rapporto che cambierà col passare del tempo fino a diventare addirittura amore vero e proprio, puro e semplice.

La voce del OS1 (o Samatha), è quella sexy ma allo stesso tempo insicura e tenera di Scarlett Johansson, grazie alla quale il protagonista poco alla volta, confidandosi con lei in ogni momento del giorno e della notte, ma anche dividendo le sue esperienze con lei, inizia a sentire dei veri e propri sentimenti.

Ovviamente come al solito preferisco non darvi troppi particolari sulla trama, in modo che possiate essere voi stessi a scoprire quello che succede dopo, ma la domanda che giusto per stuzzicarvi vorrei porvi è la seguente: come farà Samatha, eccellente nel consigliare Theodore in tante situazioni, ad aiutarlo a gestire il suo amore nei confronti di un sistema operativo?

Per il resto dovreste sapere che pur essendo un film davvero valido e che mi sento di consigliare a tutti (o quasi), allo stesso tempo Her è un film molto lento, se vogliamo addirittura introspettivo per certi versi, caratterizzato da un’atmosfera volutamente eterea se non forse anche asettica (aggettivo questo che non va però inteso nella sua connotazione più negativa), il tutto credo voluto per rendere ancora meglio questa Los Angeles del futuro.

Potrei tessere lodi infinite per Joaquin Phoenix che regala ancora un’ottima performance, il suo Theodore è davvero un personaggio credibile, genuino, timido e dolce, ma c’è poco da aggiungere per un attore che in questi ultimi anni credo non abbia sbagliato nemmeno un film.

Chi l’avrebbe mai detto che dei fratelli Phoenix quello che avrebbe lasciato il segno sarebbe stato lui?

Oltre al grande Joaquin, il cast certo non indulge quando si parla di grandi nomi, sicché, pur con parti di contorno, in flashbacks che ricordano la sua relazione, troviamo anche Rooney Mara, affiancata nel film dalla bravissima Amy Adams (con Phoenix anche in The Master) e da Olivia Wilde.

Come se non bastasse, oltre all’impeccabile regia di Spike Jonze, l’atmosfera un pò vacua e sognante della pellicola deve molto alla colonna sonora originale che fa da sfondo al film, scritta e suonata dagli Arcade Fire (sicuramente li conoscete, in caso contrario avete due possibilità, andare subito a sentirveli o buttarvi da un ponte, ma suggerisco vivamente la prima opzione), anche se troviamo, tra le altre, anche una bellissima canzone dei Breeders, Off You, che calza semplicemente a pennello nella scena in cui è inserita.

Direi che non manca proprio niente, come vedete persino il poster del film è bellissimo e particolare, quasi inutile dire che Spize Jonze ci regala uno dei film più belli e originali dell’anno.

Da vedere senza se né ma, preferibilmente in lingua originale per non perdervi la voce della Johansson.

VOTO: 812

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