Recensione SOTTO UNA BUONA STELLA: Non ci si può fidare più neanche di Verdone.

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Bandiera Italia

Sotto Una Buona Stella

Anno: 2014

Genere: commedia

Regia: Carlo Verdone

Cast: Paola Cortellesi, Carlo Verdone, Tea Falco, Lorenzo Richelmy

Nelle sale italiane: 13 febbraio

Trailer ITA

Budget e Box Office

Pare che gli incassi siano buoni, avendo raggiunto già i 7,3 ML di euro, del budget non si sa.

Recensione e Trama

Ormai negli anni ci siamo abituati ai film di Verdone, al fatto che non facciano quasi più ridere, e seppur questo processo, che ormai continua da anni, annoveri pellicole differenti per tema e soggetto, tenendo conto che naturalmente non si può fare di tutta l’erba un fascio, allo stesso tempo, potremmo semplicisticamente dire che questo Sotto Una Buona Stella cade di dovere in questa categoria di film, che nella migliore delle occasioni fanno fare al massimo due risate, con storie banali, che non lasciano il segno, ma anzi a fine visione quello che rimane è al massimo un pò di delusione.

Delusione che anche in questo caso ha vinto alla fine su tutto, perché tanto per fare un paragone molto recente, al confronto Posti in Piedi in Paradiso, che tanto malaccio poi non erarisulta un film fantastico.

In questa nuova commedia ambientata naturalmente a Roma, Federico Picchioni (Verdone), dopo aver appena perso il lavoro come broker, si ritrova, complice la morte della ex moglie, a ospitare i figli ribelli Lia e Niccolò (Tea Falco, Lorenzo Richelmy), certo non abituati alla convivenza e che in un batter d’occhi faranno terminare bruscamente la relazione con l’attuale compagna del padre.

A questo punto entra in scena la Cortellesi, nel film Luisa Tombolini, la nuova vicina di casa, con la quale poco alla volta tutti iniziano a familiarizzare, ovviamente il personaggio di Verdone sopra tutti.

Per il resto, vi giuro l’ho visto ieri sera, ma non ricordo bene cosa sia successo dopo, questo per darvi un’idea di quanto il film abbia lasciato un segno, ma il punto cruciale è che semplicemente non succede quasi nulla, qualche gag qui e lì che comunque non riesce a farci fare neanche due risate, dico due di numero.

Io non chiedo che Verdone alla sua età debba tornare a fare i film con i coatti romani come personaggi, come quelli storici che l’hanno consacrato al successo (tra l’altro c’aveva anche riprovato recentemente e il risultato fu penoso), ma se non vuole farci più ridere, per lo meno che la struttura del film sia solida, che ci sia un storia degna di questo nome, che queste mancanze siano in qualche modo compensate.

Al contrario Sotto Una Buona Stella non offre nulla di tutto ciò, con personaggi poco credibili e poco realistici, e lasciatemelo dire, la Falco, scoperta da Bertolucci, a me dà semplicemente fastidio, e certo non posso dire meglio di quell’altro, tale Lorenzo Richelmy, ma magari per voi sono deliziosi, chissà.

La Cortellesi è innocua, ma a parte gli attori, ciò che particolarmente condanna questo film all’anonimato (nonostante ottimi incassi al botteghino, ma si sa, ormai il virus della demenza è ovunque in Italia, sono rare le eccezioni), e l’aria che si respira guardando il film.

La verità è che l’ultima pellicola di Verdone ricorda molto da vicino i peggiori film di Veronesi, se fossi in Verdone me ne preoccuperei, e parecchio.

VOTO: 412

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