Recensione IL LABIRINTO (THE MAZE RUNNER): Intrattenimento e azione, con un pò di mistero.

il labirinto - the-maze-runner-poster locandina

U.S.A.

The Maze Runner (Il Labirinto)

Anno: 2014

Genere: azione, mistero, fantascienza

Regia: Wes Ball

Cast: Dylan O’Brien, Aml Ameen, Ki Hong Lee, Will Poulter e molti altri giovani semi -sconosciuti

Nelle sale italiane: 9 ottobre

Trailer ITA

Budget e Box Office

Costato 34 ML di $ ne ha già guadagnati 102.

Recensione e Trama

Innanzitutto le mie scuse ai pochi followers del blog per aver quasi cessato l’attività nel mese di agosto, ma complice l’ennesimo viaggetto ai Caraibi e quello doveroso a Roma a salutare famiglia e amici ho perso un pò il filo, e, pur avendo visto tanti film, di molti non ricordo neanche il nome, questo vi basti a capire che non si trattava esattamente di capolavori.

Eccoci quest’oggi a commentare l’ennesimo film con tema distopico, termine che mi sono andato a cercare e viene da distopia, che è più o meno il contrario di utopia, raggruppando quindi questa massa di film tutti simili dove vengono ritratti mondi assurdi e futuristici basati sulla demenza in molti casi, e su qualche visione di tipo adolescenziale in altri.

Potrei fare diversi esempi, ma se avete ancora qualche neurone all’attivo avrete sicuramente capito a cosa mi riferisco visto che negli ultimi anni ne sono usciti diversi.

In questo, come in molti simili casi, il film è tratto da un libro, o meglio da una serie di novelle (che ovviamente non ho letto, come di consuetudine), scritte da James Mashner.

Anche qui troviamo un personaggio principale che poi si rende conto di essere speciale, e che come da copione dovrà immolarsi nel superare determinate prove etc etc.

Mi rendo conto che raccontato così sembra una ciofeca assurda, di certo infatti il film non brilla per originalità, ma la trama scorre veloce e annoiarsi diventa difficile, gli effetti speciali sono più che buoni, c’è un pò di mistero, insomma ci sono tutti gli ingredienti per passare un paio d’ore piacevoli (sempre che vi piaccia il genere ovviamente).

La trama, molto in breve, narra di un gruppo di ragazzi che si ritrova (spediti l’uno alla volta tramite un ascensore e privi di memoria), in un giardino immenso (o radura come lo chiamano nella versione italiana), circondato però da un imponente labirinto di roccia, temuto da tutti e che li costringe a vivere in questa ristretta porzione di mondo.

Tra questi giovani, l’ultimo arrivato è Thomas, che invece di arrendersi come i suoi compagni al fato accontentandosi di vivere in questo fazzoletto di terra, decide di sfidare la sorte, di addentrarsi nel labirinto (cosa normalmente permessa solo ai velocisti/runner), che ogni giorno, quando le porte del labirinto si aprono, tentano invano di trovare una via d’uscita all’interno del labirinto.

Insomma, senza doversi strappare i capelli perché il film certo non lo merita, dovrebbe però essere fruibile per un pubblico giovane, che in questo genere di film pare sguazzarci.

VOTO: 612

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